
Il lago di Como assiste alla conclusione dell’ultima parte dell’ estate riprendendo la routine quotidiana. Vale a dire all’insegna dell’accoglienza turistica di qualità. Si è conclusa ieri l’annuale kermesse che si svolge a Villa d’ Este e i suoi contenuti – non risultati – permarranno a lungo tra gli argomenti delle discussioni impegnate e quelli dei cosiddetti salotti televisivi, più o meno adeguati a tanto. C’è una notizia che già sta facendo il giro dei vari maitres à penser, nostrani e non: l’ approvazione quasi generale dei partecipanti dell’ operato del governo e le motivazioni che hanno originato la stessa. A volte il caso: quanto dell’operato dell’ esecutivo ha ricevuto l’approvazione e il consenso dagli osservatori di oltre confine, coincide quasi in toto con ciò che viene contestato dall’ opposizione. Intanto la prima domenica di settembre è stata caratterizzata anche da eventi classificabili da subito come preoccupanti, trattandosi di veri e propri elementi di destabilizzazione. Nelle scorse ore in Germania, precisamente in Sassonia, l’ultra destra nazionalista ha vinto le elezioni locali con il 44% dei voti. Da aggiungere che il numero dei votanti è stato consistente: l’80% di quanti ne hanno diritto. Solo per colore, in Italia quel risultato ha lasciato ancor più perplesso chi aveva avuto modo di ascoltare, nei giorni precedenti, un vaniloquio delirante, per giunta fortemente sminuente del contesto dove è andato in scena. Rivolgendo ancora il pensiero al Nord Europa, oltre lo shock del momento, molti si saranno chiesti come il voto di una parte del popolo tedesco, peraltro quello di un land particolarmente industrializzato, si sia potuto riversare sull’ estrema destra. Ha scavalcato con un’ ampia falcata il centro, apportando particolare nocumento alla compagine liberale. Tale fenomeno non è una prima assoluta per il pubblico europeo nè, tantomeno, per quello del resto del mondo. Qualche mese fa un campanello d’allarme simile era suonato in Francia e, di tanto in tanto, si continua a assistere a qualche sketch in tema anche in altri paesi della UE. Dai film western, quelli americani, molti “meno giovani” hanno appreso che i pellerossa di una tribù comunicavano con quelli di un’ altra con segnali di fumo.È passato tanto tempo da allora e anche quel modo di entrare in relazione si è ampiamente evoluto. Di questi tempi, dappertutto nel mondo, il dialogo politico, più correttamente il dissenso, si esprime con il fuoco: quello delle bombe e di ordigni altrettanto dannosi.









