È in pieno svolgimento l’ondata influenzale di quest’inverno e tra gli operatori sanitari cresce l’attenzione sulla cosiddetta variante K del virus influenzale, indicata da esperti come prevalentemente responsabile dei casi più recenti nel nostro Paese. Secondo il virologo Fabrizio Pregliasco, la variante K non provoca sintomi sostanzialmente diversi da quelli tradizionali dell’influenza stagionale, ma la sua maggiore diffusione e la persistenza dei disagi impongono un’adeguata gestione clinica e domiciliare dei malati.
I sintomi più comuni includono febbre elevata, malessere generale, dolori muscolari, mal di testa, gola infiammata e congestione nasale, che si manifestano solitamente da uno a quattro giorni dopo il contagio. La variante K sembra diffondersi con grande rapidità, estendendo la stagione influenzale oltre i mesi canonici.
Per ridurre rapidamente i fastidi più evidenti e aiutare l’organismo nel processo di guarigione, i medici segnalano alcune categorie di farmaci efficaci sui sintomi:
Farmaci sintomatici da banco
La prima linea di intervento di norma comprende antipiretici e analgesici, utili a ridurre febbre, dolori muscolari e mal di testa. Tra questi:
- Paracetamolo — ampiamente usato per contenere febbre e dolore lieve o moderato; può essere assunto seguendo scrupolosamente le indicazioni sul dosaggio.
- FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei) come ibuprofene — utili in alternativa in assenza di controindicazioni mediche, per alleviare infiammazione e dolore.
Questi farmaci sono reperibili in tutte le farmacie e parafarmacie italiane, sia in formato tradizionale che online, con il supporto del farmacista per orientare la scelta del prodotto più adatto.
I medicinali sintomatici agiscono sui disturbi associati all’infezione, ma non eliminano il virus, e il loro uso va calibrato con attenzione, soprattutto se si assumono altri farmaci o se si soffre di condizioni mediche croniche.
Antivirali specifici
Per alcune persone, in particolare quelle con alto rischio di complicanze (come anziani, immunodepressi, donne in gravidanza o con patologie croniche), possono essere prescritti farmaci antivirali specifici. Questi medicinali, disponibili solo con ricetta medica, possono agire direttamente contro il virus influenzale e tendere a ridurre la durata della malattia di circa un giorno, se iniziati entro le prime 24–48 ore dall’insorgenza dei sintomi.
Tra gli antivirali riconosciuti dalle principali autorità sanitarie vi sono composti come oseltamivir, zanamivir e altri analoghi che, se indicati dal medico, vengono somministrati in base alle caratteristiche cliniche del paziente e ai protocolli regionali.
Quando prenderli?
Il tempismo è fondamentale per ottenere il massimo beneficio:
- Farmaci sintomatici possono essere assunti già nelle prime 24 ore dall’esordio della febbre o del dolore intenso, rispettando i dosaggi consigliati e le eventuali controindicazioni.
- Gli antivirali vanno iniziati entro 48 ore dall’inizio dei sintomi per avere la maggiore efficacia possibile, come indicato dalle linee guida internazionali.
Oltre ai farmaci, gli specialisti ricordano i pilastri della gestione dell’influenza: riposo, idratazione abbondante e isolamento domiciliare per limitare la diffusione del virus e consentire all’organismo di rispondere efficacemente all’infezione.
Cosa evitare e quando rivolgersi al medico
È importante sottolineare che gli antibiotici non sono utili contro l’influenza, poiché agiscono esclusivamente sui batteri e non sui virus influenzali. L’uso improprio di antibiotici può portare a resistenze batteriche e non accelera la guarigione.
Chiunque noti peggioramento dei sintomi, difficoltà respiratorie, febbre persistente oltre 72 ore nonostante il trattamento o appartenga a categorie fragili, deve consultare immediatamente il medico di base o i servizi di assistenza sanitaria.









