
Con una rotta parallela, ancora una volta quanto delle vicende umane, per le popolazioni dell’ antica Grecia e dell’ impero Romano, era gestito dal Fato, in tempi moderni ha cambiato operatore e da diversi secoli è finito in mano al Destino. Il tutto è avvenuto apportando le necessarie revisioni e gli opportuni aggiornamenti che lo scorrere dei secoli, passo dopo passo, ha preteso. La sostanza di quel fenomeno, a grandi linee, é rimasta la stessa. Nonostante chi è a capo dell’ importante regia che dispensa quel prezioso ingrediente che lega tra loro gli eventi di questo mondo, talvolta esso deborda. È allora cne viene a crearsi il paradosso, quando due modelli sociali, partiti da convinzioni etico economiche dell’ organizzazione- modello, di tipo sociopolitica divisi nettamente da uno spazio incolmabile, si trovano a confrontarsi sugli stessi argomenti, ottenendo risultati formalmente contrastanti, memtre in concreto non differiscono granché. Sta avvenendo che, essendo ritornato all’inizio dell’anno al timone di comando della portaeri USA il discusso costruttore Trump, questi ha voluto immediatamente dare dimostrazioni di particolare rigidità del suo modo di governare il paese a stelle e strisce. Suo – maldestro – interlocutore era e é ancora lo zar fuori tempo massimo Putin che sembrerebbe aver riportato in auge tutte le caratteristiche che aveva la Macchina Russia prima della Glasnost. Incredibile ma vero, i due leaders si stanno confrontando nella stessa lingua. Praticamente é come se a governare la quasi totalità dell’umanità fossero due autocrati ai quali manca completamente la conoscenza dei principi. del governare democraticamente. Si sta assistendo alla gestione perversa del Sistema Mondo da parte di un rappresentante del capitalismo esasperato e di una ex spia, quest’ultimo talmente obnubilato dalla sua bramosia di potere, da pensare seriamente di essere arbitro incontestabile della vita o della morte di chi dovesse venire a contatto con lui. E, come ciliegina sulla torta, si stenta a crederlo, ognuno di loro é convinto di agire bene perché crede di comportarsi nella maniera giusta in quanto antitetica a quella dell’antagonista. Ciò che preoccupa è che, stando così le cose, illudersi che torni la pace dove attualmente soffiano, sempre più forti, venti di guerra, sarebbe come somministrare a un ammalato. grave un placebo al posto della medicina del caso. La sensazione che permea da quanto appena scritto fa capire che ogni tipo di pace, anche se limitata a un cessate il fuoco o una tregua avrebbe poche probabilità di
ristabilire, seppure limitatamente, un modo di interloquire anche se non istituzionale.









