
Cosa fatta, capo ha, vuole il vecchio adagio, ma non è sempre così. Ormai i fatti di Ceuta sono di dominio pubblico, non pertanto da ritenere conclusi e quindi scavalcabili a piè pari. La mega invasione di migranti/ profughi del Nordafrica di alcune spiagge spagnole impone una domanda: in quanti fossero partiti e quanti ne manchino all’ appello tra quelli che sono ancora sulle spiagge. Di fatti non possono andare da nessuna parte se non ritornare ai luoghi di provenienza.
I commenti si sprecano, così come le diatribe – vedi la più macroscopica, quella tra Italia e Spagna. Ciò anche se essa, allo stato, è lontana molte miglia…nautiche dall’imboccare un sentiero percorribile, seppure tortuoso, che possa condurre alla soluzione più vicina a quella definitiva. Chi ascolta con attenzione le proposte di ciascuno degli stati membri della UE al fine di attuare proposte che abbiano un minimo di fattibilità, in breve tempo si accorge che di concreto c’è ancora poco. Il modello italiano, volto alla collocazione pro tempore di quegli sventurati ospiti in paesi neutrali, come è accaduto per il paese con l’ Albania, ora è sotto le lenti di osservazione di vari paesi europei che nel recente passato hanno avuto uso di mondo parecchio superiore a quello del Bel Paese. Le Ombre Scure sarebbe bene che fossero recepite come quelle di tutte le etnie che arrivano in maniera irregolare nel Vecchio Continente, di qualsiasi colore sia la loro pelle fin dal concepimento. Sarebbe un bene che l’ultimo tragico episodio fosse in grado di dare una forte scossa non solo emotiva a quanti sono deputati a risolvere questioni del genere. L’ ultima constatazione, purtroppo non incoraggiante, è che non c’è ancora niente di concreto al riguardo e non è possibile conoscere né se né quando le popolazione potranno tirare un sospiro di sollievo.









