
TORINO – Le sale arrivi dello scalo internazionale di Torino Caselle sono state teatro di un ritrovamento tanto bizzarro quanto agghiacciante, capace di svelare i traffici illeciti che si celano dietro i controlli doganali di routine. Un passeggero di nazionalità italiana, reduce da un lungo volo intercontinentale proveniente dalla metropoli statunitense di Miami, è stato fermato dagli addetti ai controlli mentre cercava di transitare con un bagaglio dal carico decisamente illegale. All’interno della valigia, nascosta con cura tra effetti personali e indumenti di ricambio, i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e i militari della Guardia di Finanza hanno rinvenuto una macabra sorpresa: la testa perfettamente conservata di un coccodrillo. L’esemplare tassidermizzato, appartenente a una specie rigorosamente protetta dalle normative internazionali sul commercio della fauna selvatica a rischio di estinzione, è stato immediatamente sottoposto a sequestro preventivo. Il viaggiatore, colto in flagrante violazione delle rigide convenzioni che regolano la tutela delle specie protette, è stato deferito all’autorità giudiziaria con l’accusa di importazione illegale di parti di animali tutelati dalla Convenzione di Washington. Questo inquietante episodio riporta drammaticamente alla luce il sommerso e spregiudicato mercato nero dei trofei faunistici, alimentato da collezionisti senza scrupoli che non esitano ad aggirare i confini doganali trasportando resti animali nei bagagli da stiva. Mentre il reperto zoologico è stato affidato agli esperti per le analisi tassonomiche definitive e la catalogazione, restano l’incredulità e l’asprezza di un sequestro che testimonia quanto la frontiera aerea continui a essere un colabrodo per il traffico illegale di biodiversità depredata.









