
COSSOMBRATO (AT) – Il silenzio della campagna piemontese è stato squarciato da un dramma di inaudita ferocia. In una tranquilla giornata che sembrava scorrere come tante altre, il piccolo comune di Cossombrato è diventato teatro di una carneficina che ha lasciato l’intera comunità sotto shock. Astrit Koni, 59 anni di origine albanese, ha ucciso la ex moglie e il nuovo compagno di lei, per poi togliersi la vita gettandosi da una torre. Secondo le prime ricostruzioni effettuate dai Carabinieri del Comando Provinciale di Asti, il killer ha agito con una determinazione spaventosa. L’arma del delitto è una roncola, un attrezzo agricolo letale che Koni, di professione giardiniere, maneggiava con quotidiana confidenza. L’uomo ha raggiunto le vittime, la ex coniuge e l’uomo che aveva iniziato una relazione con lei e si è scagliato contro di loro con una violenza cieca. I fendenti non hanno lasciato scampo ai due, che sono stati raggiunti in punti vitali. Le grida, udite da alcuni residenti, non sono bastate a far scattare i soccorsi in tempo utile per salvare le vite dei due malcapitati.
L’ultimo atto: il salto nel vuoto
Dopo aver compiuto il massacro, Astrit Koni non ha cercato la fuga. In uno stato di probabile alterazione e lucidità criminale, si è diretto verso il parco del castello di Cossombrato, il luogo dove prestava servizio come giardiniere e custode del verde. Lì, tra quegli alberi e quei sentieri che curava ogni giorno, ha deciso di chiudere il cerchio. È salito sulla sommità di una delle torri della struttura e si è lanciato nel vuoto. Un volo di diversi metri che lo ha ucciso sul colpo. Il suo corpo è stato ritrovato poco dopo dai soccorritori, allertati per la sparizione dell’uomo e per il ritrovamento dei cadaveri delle prime due vittime.
Il profilo dell’assassino
Chi conosceva Astrit Koni lo descrive come un uomo dedito al lavoro, ma profondamente segnato dalla fine del suo matrimonio.
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Professione: Giardiniere esperto, stimato dai proprietari del castello.
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Precedenti: Gli inquirenti stanno scavando nel passato della coppia per capire se vi fossero state denunce pregresse o segnalazioni per maltrattamenti.
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Il movente: Sebbene le indagini siano ancora in corso, la pista del delitto passionale (o meglio, di un femminicidio seguito da omicidio e suicidio) appare la più solida. L’incapacità di accettare la nuova vita della ex moglie avrebbe innescato la furia omicida.
“Era una persona tranquilla in apparenza, ma il rancore che covava era evidentemente una bomba a orologeria,” ha dichiarato un conoscente del borgo, visibilmente scosso.
Comunità in lutto
Il sindaco e gli abitanti di Cossombrato si sono stretti attorno al dolore delle famiglie coinvolte. In un paese di poche centinaia di anime, dove tutti si conoscono, una tragedia di questo tipo scuote le fondamenta della convivenza civile. I rilievi della Scientifica sono proseguiti per tutta la serata, isolando le scene del crimine per raccogliere ogni traccia utile a ricostruire gli ultimi istanti di vita delle tre persone coinvolte. Le salme sono ora a disposizione dell’autorità giudiziaria per l’autopsia, che dovrà confermare l’esatta dinamica dei colpi inferti. Questo ennesimo episodio di violenza riporta l’attenzione sul tema dei femminicidi e della violenza di genere, che troppo spesso sfocia in stragi familiari. L’uso della roncola, strumento di lavoro trasformato in arma di morte, aggiunge un dettaglio di macabra ritualità a una vicenda che lascia dietro di sé solo macerie e domande senza risposta. L’inchiesta rimane aperta per accertare eventuali responsabilità di terzi o segnali premonitori che potrebbero essere stati sottovalutati.









