di Raffaella Iannece Bonora
Proseguono i lavori al “Santa Maria della Speranza”. L’obiettivo ufficialmente emerso dal tavolo ASL-sindacati resta la piena operatività entro due mesi, mentre Cecilia Francese ipotizza tempi più brevi. Nel frattempo il presidio ebolitano assorbe parte del peso dell’emergenza.
BATTIPAGLIA – Sessanta giorni secondo il cronoprogramma emerso dal confronto tra ASL Salerno e organizzazioni sindacali, ma con la possibilità di ridurre i tempi fino a circa 45 giorni secondo la previsione più ottimistica avanzata dalla sindaca di Battipaglia, Cecilia Francese. È questo il nuovo scenario che si delinea attorno all’ospedale “Santa Maria della Speranza”, mentre gli interventi di messa in sicurezza proseguono anche nel mese di agosto.
Il termine dei 60 giorni resta, allo stato attuale, il riferimento più solido: è quello comunicato durante il tavolo con i sindacati per riportare progressivamente la struttura alla piena operatività. Le ditte incaricate dovrebbero lavorare senza interruzioni anche durante agosto.
La sindaca Francese ha però prospettato una tempistica più breve, ipotizzando un ripristino completo delle attività nell’arco di 45 giorni. Si tratta di una previsione politica e amministrativa più ottimistica, non ancora accompagnata da un cronoprogramma tecnico pubblico reparto per reparto.
Settembre resta il primo obiettivo
Nei giorni scorsi, durante un vertice in Comune, era già emersa l’ipotesi di una riapertura graduale nel mese di settembre. Gli interventi attualmente in corso vengono descritti come lavori di manutenzione straordinaria, mentre le interlocuzioni tra Comune e ASL continuano per accelerare il ritorno alla normalità.
La differenza tra 45 e 60 giorni non significa necessariamente che le informazioni siano incompatibili: una parte dei servizi potrebbe riprendere prima della conclusione complessiva degli interventi. Al momento, però, non risulta pubblicato un calendario ufficiale che specifichi quali reparti riapriranno per primi. Questa è un’inferenza coerente con le diverse tempistiche riportate dalle fonti.
Battipaglia continua a funzionare in forma ridotta
Il Pronto soccorso del “Santa Maria della Speranza” resta operativo con diversi servizi di supporto, tra cui guardie specialistiche, Radiologia e Laboratorio analisi. Parte del personale sanitario è stata però temporaneamente riallocata negli altri presìdi della rete, compresi Roccadaspide ed Eboli.
L’ASL aveva già confermato ufficialmente il trasferimento dei pazienti dall’ospedale di Battipaglia agli altri presìdi del DEA Battipaglia-Eboli-Roccadaspide, ringraziando l’Unità di crisi e il personale coinvolto nella gestione dell’emergenza.
Il contraccolpo su Eboli
È proprio su Eboli che si concentra ora una delle criticità più rilevanti.
Secondo le cronache locali, il Pronto soccorso dell’ospedale ebolitano ha registrato una forte pressione, con ambulanze rimaste in attesa per ore, lunghe code e pesanti disagi per i pazienti. In una delle giornate più difficili sarebbe stato presente un solo medico per gestire le richieste del servizio.
La ridotta operatività di Battipaglia ha infatti spostato una parte della domanda sanitaria verso i presìdi vicini. Le urgenze ginecologiche, ad esempio, vengono indirizzate anche verso strutture come Salerno e Polla, mentre Eboli ha assorbito personale e una quota maggiore degli accessi.
È questo il vero effetto domino dell’emergenza: la questione non riguarda più soltanto quando riaprirà Battipaglia, ma quanto a lungo gli ospedali vicini riusciranno a sostenere l’aumento del carico assistenziale.
Il nodo resta il cronoprogramma reale
Il quadro appare oggi meno allarmante rispetto alle prime ore dell’emergenza: dal confronto con i sindacati è emersa la volontà di riportare il presidio alla piena attività e non uno scenario di chiusura definitiva.
Ma restano tre domande centrali: quando riapriranno concretamente i primi reparti, quali interventi saranno completati entro settembre e quali servizi continueranno a gravare su Eboli e sugli altri ospedali della rete fino alla piena riapertura?
Il prossimo aggiornamento realmente decisivo non sarà quindi una nuova stima, ma la pubblicazione di un cronoprogramma tecnico dettagliato o l’annuncio della riattivazione dei primi reparti. Fino ad allora il riferimento resta quello dei 60 giorni, con la previsione più ottimistica della sindaca che abbassa l’orizzonte a circa 45.









