di Raffaella Iannece Bonora
Dopo il confronto con i sindacati arrivano le prime indicazioni sul futuro del “Santa Maria della Speranza”. Cantieri attivi anche ad agosto, Pronto soccorso operativo e possibile riapertura graduale già a settembre. Regolarmente funzionanti Centro Trasfusionale e centro TAO.
BATTIPAGLIA – Nessuna chiusura definitiva dell’ospedale “Santa Maria della Speranza” e lavori di messa in sicurezza da completare, secondo le indicazioni emerse dal confronto tra ASL Salerno e organizzazioni sindacali, nell’arco di circa 60 giorni.
È questo il principale aggiornamento sulla situazione del presidio battipagliese dopo giorni di incertezza, trasferimenti di pazienti e verifiche strutturali. Il vertice con i rappresentanti dei lavoratori ha permesso di delineare un primo quadro operativo per le prossime settimane.
Secondo quanto riferito al termine dell’incontro, gli interventi sono già partiti e le imprese incaricate dovrebbero proseguire le attività anche durante il mese di agosto, senza attendere la conclusione della stagione estiva.
L’obiettivo è accelerare il più possibile la messa in sicurezza e consentire una progressiva ripresa delle attività.
Possibile riapertura graduale già a settembre
Il termine dei 60 giorni non significa necessariamente che l’intero ospedale resterà nelle attuali condizioni fino a ottobre.
Nel corso degli ultimi confronti istituzionali è stata infatti prospettata la possibilità di una riapertura graduale di alcuni servizi già nei primi giorni di settembre, qualora l’andamento dei lavori e le verifiche tecniche lo consentano.
Si tratta però di un punto sul quale resta necessaria prudenza: al momento non risulta disponibile un cronoprogramma pubblico che stabilisca con precisione quali reparti potranno riaprire per primi e in quali date.
La conclusione complessiva dei lavori entro 60 giorni e una riattivazione anticipata di singole aree non sono necessariamente in contraddizione. Alcuni settori potrebbero infatti tornare operativi mentre gli interventi proseguono in altre parti della struttura.
Il Pronto soccorso resta operativo
Durante questa fase il presidio non sarà completamente fermo.
Il Pronto soccorso continuerà a garantire l’assistenza compatibile con l’attuale organizzazione, con il supporto delle consulenze di Ortopedia, Pediatria, Ostetricia e Ginecologia.
Restano inoltre disponibili Radiologia e Laboratorio analisi, servizi indispensabili per la gestione delle urgenze.
Il sistema continuerà quindi a funzionare in forma ridotta, mentre per i ricoveri e le prestazioni che non possono essere assicurate a Battipaglia resta fondamentale il coordinamento con gli altri ospedali della rete provinciale.
Centro Trasfusionale e TAO regolarmente aperti
Un ulteriore chiarimento riguarda due servizi particolarmente importanti.
Il Centro Trasfusionale e il centro TAO continuano a funzionare regolarmente perché hanno sede nella palazzina degli uffici, non interessata dallo sgombero che ha coinvolto altre parti dell’ospedale.
L’ASL ha inoltre organizzato aperture straordinarie del Centro Trasfusionale per fronteggiare la tradizionale riduzione delle donazioni di sangue durante il periodo estivo.
Sono previste aperture anche nelle domeniche del 9, 23 e 30 agosto, dalle ore 8 alle 11.
Un aspetto particolarmente rilevante in queste settimane, quando le scorte di sangue possono risentire delle partenze per le vacanze e della diminuzione dei donatori.
Il nodo del personale
Dal confronto tra ASL e sindacati sono emerse novità anche per medici, infermieri e operatori coinvolti nella riorganizzazione.
Uno dei temi principali riguarda il personale temporaneamente destinato ad altri presìdi a seguito del trasferimento dei pazienti.
Secondo quanto emerso dal tavolo, dovrebbero essere salvaguardate le ferie già autorizzate. È inoltre in discussione la possibilità di riconoscere economicamente i disagi connessi agli spostamenti e alle nuove condizioni organizzative.
La questione sarà nuovamente affrontata in un incontro negoziale previsto nei primi giorni di settembre.
Gli altri ospedali sotto pressione
Resta aperto anche il problema delle conseguenze che la ridotta operatività di Battipaglia sta determinando sugli altri presìdi.
In particolare, l’attenzione è rivolta all’ospedale di Eboli, che nelle ultime settimane ha dovuto assorbire parte dell’attività proveniente dal “Santa Maria della Speranza”.
I sindacati hanno chiesto che il periodo necessario alla messa in sicurezza di Battipaglia non si traduca in un sovraccarico permanente degli altri ospedali della Piana del Sele e della provincia.
Da qui la richiesta di rafforzare temporaneamente personale, posti letto e servizi nelle strutture maggiormente interessate dai trasferimenti.
Dal timore della chiusura a un primo orizzonte temporale
Rispetto ai giorni immediatamente successivi allo sgombero, il quadro appare dunque più definito.
Il punto principale emerso dal confronto è che il futuro del presidio non sarebbe in discussione: gli interventi vengono programmati con l’obiettivo di ripristinare progressivamente l’operatività dell’ospedale.
Restano però ancora diversi passaggi da chiarire.
Servirà conoscere il calendario preciso della riapertura dei singoli reparti, l’esito definitivo delle verifiche strutturali, le modalità con cui verranno riportati a Battipaglia pazienti e personale e l’eventuale necessità di interventi ulteriori rispetto a quelli già avviati.
Per il momento, la prima scadenza concreta è rappresentata dai 60 giorni indicati per il completamento degli interventi, mentre l’attenzione si sposta ora sulla possibilità di vedere tornare operativa una prima parte dell’ospedale già nel mese di settembre.









