di Raffaella Iannece Bonora
Nel pomeriggio incontro nella sede dell’ASL Salerno di via Nizza. FP CGIL e UIL chiedono risposte sui tempi dell’emergenza e sull’organizzazione dell’assistenza nella Valle del Sele. Tra le proposte anche strutture temporanee a Battipaglia e il potenziamento degli ospedali vicini.
BATTIPAGLIA – La vicenda dell’ospedale “Santa Maria della Speranza” entra oggi, venerdì 7 agosto, in una nuova fase. Nel pomeriggio l’ASL Salerno incontrerà le organizzazioni sindacali nella sede di via Nizza a Salerno, dopo le richieste di confronto avanzate nei giorni scorsi sulla gestione dell’emergenza del presidio battipagliese.
Il tavolo arriva mentre proseguono le verifiche tecniche sulla struttura, ma questa volta l’attenzione sarà soprattutto sulle conseguenze organizzative: tutela dei lavoratori, continuità dell’assistenza, redistribuzione dei servizi e soluzioni da adottare qualora il ritorno alla piena operatività richiedesse tempi più lunghi del previsto.
La CGIL: «Servono risposte sui tempi»
La FP CGIL Salerno, guidata dal segretario generale Antonio Capezzuto, aveva chiesto formalmente l’incontro con l’azienda sanitaria. Il sindacato sostiene che la priorità debba essere garantire contemporaneamente la sicurezza di operatori e cittadini e il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza.
La CGIL ritiene possibile che indagini e eventuali interventi di manutenzione straordinaria possano richiedere settimane o anche mesi. Si tratta, però, di una valutazione sindacale e non di una previsione ufficiale dell’ASL: al momento non è stato comunicato un calendario definitivo per il ritorno alla normale attività del presidio.
Proprio l’incertezza sui tempi sarà uno dei punti centrali del confronto di oggi.
Pressione sull’ospedale di Eboli
Un’altra questione sollevata dalla FP CGIL riguarda l’effetto dell’emergenza di Battipaglia sugli altri presìdi della zona. Il sindacato chiede in particolare di evitare che il trasferimento di attività e pazienti determini un sovraccarico dell’ospedale di Eboli.
Tra le proposte avanzate figurano il rafforzamento temporaneo degli ospedali di Eboli, Roccadaspide e Oliveto Citra, insieme a un maggiore utilizzo delle Case di Comunità come filtro rispetto agli accessi ospedalieri.
La CGIL propone inoltre di valutare la riapertura del Pronto soccorso di Agropoli, accompagnata però dalle discipline necessarie a garantire una gestione effettiva delle emergenze. È stata avanzata anche l’ipotesi di utilizzare temporaneamente alcuni spazi dell’ospedale cilentano per alleggerire la rete sanitaria durante la fase critica di Battipaglia.
Ipotesi strutture sanitarie temporanee a Battipaglia
Tra gli elementi più interessanti del documento sindacale compare la richiesta di valutare strutture esterne temporanee da installare a Battipaglia.
L’obiettivo sarebbe mantenere sul territorio una parte dei servizi durante eventuali lavori prolungati, evitando che l’intera domanda sanitaria della Piana del Sele venga distribuita per mesi sugli altri ospedali provinciali.
È una proposta che al momento proviene dal sindacato: sarà necessario capire se l’ASL la riterrà tecnicamente e logisticamente praticabile.
Il nodo dei lavoratori trasferiti
Sul tavolo c’è anche il futuro del personale del “Santa Maria della Speranza”. La FP CGIL chiede che eventuali spostamenti verso altri ospedali avvengano privilegiando manifestazioni di interesse, prestazioni aggiuntive e lavoro straordinario, limitando il più possibile trasferimenti imposti verso sedi molto distanti.
Per i servizi temporaneamente sospesi e nei casi in cui l’organizzazione lo consenta, il sindacato propone inoltre di utilizzare le ferie accumulate invece di procedere automaticamente alla redistribuzione del personale.
Si riapre anche il confronto sul nuovo ospedale
L’emergenza strutturale sta facendo riemergere anche una questione destinata ad andare ben oltre le prossime settimane: dove e come realizzare il futuro ospedale della Piana del Sele.
La FP CGIL contesta la scelta di concentrare il progetto nello stesso sito dell’attuale presidio e richiama l’ipotesi, sostenuta in passato da amministratori del territorio, di un nuovo complesso in un’area differente e con una dotazione maggiore di posti letto.
Sul punto interviene anche la UIL FP Salerno. Il segretario generale Raffaele Giordano chiede che il confronto non resti limitato ad ASL e organizzazioni sindacali, ma venga esteso a Regione Campania e amministratori locali. Se le verifiche tecniche evidenziassero problemi tali da imporre una revisione profonda dell’attuale presidio, secondo la UIL sarebbe necessario discutere una soluzione strutturale per l’intera Valle del Sele.
Attesa per quello che dirà l’ASL
L’appuntamento di oggi assume quindi un peso che va oltre la gestione immediata dell’emergenza.
Dall’incontro sono attese indicazioni soprattutto su tempi delle verifiche, organizzazione provvisoria dei servizi, destinazione del personale e misure per evitare il sovraccarico degli altri ospedali.
Resta invece separato il fronte strettamente tecnico: finché non saranno disponibili i risultati del monitoraggio strutturale, non sarà possibile stabilire con certezza quando il “Santa Maria della Speranza” potrà tornare alla piena operatività.
Il vero aggiornamento potrebbe quindi arrivare nelle prossime ore, al termine del faccia a faccia di via Nizza, quando sarà possibile verificare se dall’ASL emergeranno impegni concreti, scadenze o nuove soluzioni organizzative.









