
Parigi – La Procura francese ha confermato nei giorni scorsi l’arresto di nove persone nell’ambito di una vasta indagine su una maxi-frode legata alla vendita e all’uso illecito di biglietti per il Museo del Louvre e la Reggia di Versailles, con un danno stimato superiore a 10 milioni di euro per le due istituzioni culturali più visitate di Francia. Le indagini, avviate dopo una segnalazione del Louvre nel dicembre 2024, hanno portato a smantellare un vero e proprio sistema illegale che operava da tempo nel cuore turistico di Parigi. Secondo gli atti della Procura, gli schemi fraudolenti non si limitavano alla semplice vendita di biglietti falsi, ma prevedevano anche l’overbooking di visite guidate e la riutilizzazione ripetuta degli stessi tagliandi per far entrare più persone di quante effettivamente pagate. Secondo fonti investigative, in alcuni casi venivano organizzati gruppi “ufficiali” di visitatori (inclusi alcuni legati alla comunità cinese), fatti entrare numerose volte con lo stesso biglietto o con tagliandi contraffatti, consentendo alla banda guadagni notevoli a danno delle casse dei musei. Fra i nove arrestati figurano diverse figure chiave:
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Due dipendenti del Museo del Louvre, sospettati di favorire l’accesso irregolare ai visitatori e di facilitare l’esecuzione delle pratiche fraudolente dall’interno del sistema di controllo.
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Più guide turistiche accusate di aver orchestrato gruppi e visite “gonfiate” per massimizzare l’uso illegale dei biglietti.
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Una persona considerata l’organizzatore principale della rete, attorno alla quale ruotavano le operazioni di vendita e distribuzione.
Le autorità hanno anche sequestrato ingenti somme di denaro contante e depositi bancari collegati all’organizzazione, confermando la dimensione economica del fenomeno. La frode non riguardava solo il Museo del Louvre. Sembra infatti che la rete abbia esteso attività analoghe anche alla Reggia di Versailles, dove si sospetta siano stati usati schemi simili per l’ingresso dei visitatori e la monetizzazione delle visite guidate. Per ora però non sono stati resi noti ulteriori dettagli specifici su quali modalità fossero in atto nel sito reale di Versailles. Il Louvre, pur essendo vittima della frode, ha sottolineato in un comunicato di aver attivato un piano antifrode strutturato, con controlli tecnici e legali per prevenire nuovi episodi, tra cui la revisione dei sistemi di biglietteria e la cooperazione più stretta con le autorità di polizia. Questa vicenda si aggiunge ad una serie di problemi istituzionali che hanno colpito il museo negli ultimi mesi, fra cui scioperi del personale e l’eco del clamoroso furto di gioielli dalla collezione permanente avvenuto lo scorso ottobre, sottolineando le difficoltà della gestione di un patrimonio artistico e culturale così vasto e globalmente esposto. Con un buco stimato oltre i 10 milioni di euro, non si tratta solo di un colpo finanziario significativo per due fra i simboli dell’eredità culturale francese, ma anche di un problema di fiducia e sicurezza per i visitatori internazionali. L’accusa di aver preso di mira in particolare turisti stranieri rende la situazione ancora più delicata per l’immagine turistica di Parigi, città fra le più visitate del mondo. La Procura di Parigi proseguirà con l’istruttoria per chiarire i ruoli, le responsabilità individuali e la possibile estensione di questa rete criminale. Le accuse contro i fermati includono truffa, riciclaggio e assistenza a ingressi irregolari, oltre ad altri reati connessi alla falsificazione di documenti amministrativi. La vicenda potrebbe portare, nei prossimi mesi, a nuovi sviluppi, arresti e forse a un riesame dei sistemi di controllo dei grandi poli museali europei, dove l’equilibrio tra apertura al pubblico e tutela delle entrate economiche è sempre più complesso da gestire.









