venerdì, Dicembre 12, 2025
HomeEconomia & FinanzaPensione, svolta ufficiale: cambia la procedura per migliaia di professionisti

Pensione, svolta ufficiale: cambia la procedura per migliaia di professionisti

ArtesTV
MORVRAN.COM

di Erica Varoni

 

Una novità destinata a cambiare la vita previdenziale di migliaia di lavoratori: la ricongiunzione dei contributi diventa finalmente più semplice anche per chi ha versato in gestioni diverse, inclusa la Gestione Separata. La comunicazione ufficiale, arrivata venerdì dal Ministero del Lavoro, chiarisce un punto rimasto sospeso per decenni: sarà possibile trasferire periodi assicurativi sia verso la Gestione Separata da altre casse, sia dalla Gestione Separata verso enti previdenziali differenti, comprese le Casse professionali. Un passaggio che l’Adepp ha accolto con “soddisfazione”, definendolo il completamento di un percorso lungo e complesso, utile a “ottenere un unico trattamento pensionistico” e a riordinare le carriere spezzettate di molti liberi professionisti.

Cosa cambia davvero con il nuovo orientamento

Andrea Martelli, fondatore di MiaPensione, ricorda che fin dalla nascita della Gestione Separata — con la legge 335/1995 — “non ha mai consentito l’esercizio della ricongiunzione” prevista dalle norme precedenti, creando un’anomalia che per anni ha reso difficile valorizzare i contributi di chi aveva alternato lavoro professionale e collaborazioni. Le recenti indicazioni, spiegano i consulenti, si inseriscono in un solco tracciato da “numerose sentenze” che avevano già dato ragione ai professionisti intenzionati a unificare la propria storia contributiva. In attesa della circolare attuativa dell’INPS, Martelli conferma che “sarà d’ora in avanti possibile trasferire materialmente la contribuzione versata nella Gestione Separata”, ampliando in modo significativo le future prospettive pensionistiche dei suoi iscritti. Il Ministero specifica inoltre che l’originaria esclusione era dovuta al fatto che la Gestione Separata nacque interamente contributiva, mentre altre gestioni erano ancora in transizione dal retributivo. Ora che il sistema contributivo è pienamente operativo ovunque, non esistono più ragioni per mantenerla isolata.

Come funziona la ricongiunzione

Martelli definisce la ricongiunzione come “il trasferimento materiale e finanziario dei contributi” da più gestioni (AGO, fondi esclusivi, casse professionali) verso un’unica gestione accentrante. I contributi trasferiti vengono trattati “come se fossero sempre stati versati lì”, con il risultato che la pensione finale viene calcolata esclusivamente secondo le regole dell’ente che riceve la contribuzione. Il procedimento avviene su domanda del lavoratore e richiede alcune condizioni precise: completezza dei periodi, assenza di contributi già utilizzati per altre pensioni e regole specifiche per i periodi sovrapposti, per i quali vale la contribuzione derivante da lavoro effettivo o, in assenza, quella economicamente più elevata.

 

Quanto costa ricongiungere

Dal 2010 la ricongiunzione è diventata uno strumento prevalentemente oneroso. L’onere dipende dal sistema applicabile: se i periodi ricadono nel retributivo, si calcola una riserva matematica; se ricadono nel contributivo, si utilizza la retribuzione di riferimento degli ultimi 12 mesi e l’aliquota IVS vigente. Il lavoratore deve versare il 50% della differenza tra l’onere e i contributi trasferiti, maggiorata da un interesse del 4,5%. Se i contributi coprono tutto, non deve nulla, ma non esiste rimborso dell’eventuale eccedenza.

Perché conviene farlo

Il Ministero sottolinea che per i professionisti la ricongiunzione permette di valorizzare pienamente una carriera frammentata, evitando che anni di versamenti restino poco utili. Inoltre si affianca agli strumenti del cumulo e della totalizzazione, offrendo però vantaggi spesso superiori: possibilità di accedere a trattamenti altrimenti preclusi, pensionamenti anticipati e importi finali più elevati.

 

L’esempio che mostra la differenza reale

Screenshot

Un caso fornito dagli esperti riguarda un iscritto Inarcassa che desideri andare in pensione utilizzando il cumulo con anni versati nella Gestione Separata. Le regole del cumulo, per statuto, prevedono che la quota erogata da Inarcassa venga calcolata interamente con metodo contributivo, anche per gli anni che avrebbero diritto al retributivo. Solo chi raggiunge 35 anni di contributi interamente Inarcassa può mantenere il sistema misto. Se questo lavoratore ricongiunge i 6 anni della Gestione Separata, supera la soglia dei 35 anni utili, accede al calcolo misto, e può ottenere un assegno più alto anche di 500–1.000 euro al mese. Una differenza non da poco, che mostra quanto la ricongiunzione possa incidere concretamente sulla vita pensionistica di un professionista.

 
RELATED ARTICLES

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Eventi in programma

ULTIME 24 ORE