
Bancarotta fraudolenta, Gdf Genova sequestra beni per oltre 5,5 milioni. Tra i reati contestati spicca l’indebita percezione di cospicui fondi pubblici destinati al tessuto economico locale
Un’articolata e penetrante operazione di polizia economico-finanziaria, condotta dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Genova, ha portato all’esecuzione di un imponente provvedimento di sequestro preventivo per un controvalore superiore ai 5,5 milioni di euro. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo ligure, ha scoperchiato un opaco e perseverante schema predatorio volto a svuotare chirurgicamente le casse di diverse entità societarie attive sul territorio regionale, portandole al collasso e abbandonandole al baratro del fallimento. L’impalcatura accusatoria tratteggia un quadro desolante di scientifizzazione dell’insolvenza. Attraverso sofisticate alchimie contabili, drenaggi ingiustificati di liquidità, distrazioni patrimoniali e manovre elusive, la compagine direttiva indagata ha depauperato progressivamente gli asset aziendali, sottraendo le garanzie patrimoniali fondamentali a tutela dei creditori e dell’erario. Le operazioni negoziali fittizie e i vorticosi passaggi di quote e cespiti venivano orchestrati con l’unico deliberato scopo di renderne pervia e inafferrabile la tracciabilità alle autorità preposte al controllo. Ciò che rende la vicenda ancora più deprecabile sotto il profilo etico e sociale è il contestuale addebito dell’indebita percezione di contributi pubblici. L’organizzazione, sfruttando maglie procedurali opache e producendo documentazioni artefatte, si è appropriata illegittimamente di ingenti risorse erogate dalle istituzioni per il sostegno e il rilancio del tessuto produttivo ligure. Denaro della collettività, concepito per alimentare l’innovazione e salvaguardare i livelli occupazionali in fasi storiche complesse, è stato invece dirottato verso spregiudicati rivoli di arricchimento personale e speculativo. I dettagli dell’operazione odierna, che ha portato alla blindatura giudiziaria di complessi immobiliari, disponibilità finanziarie giacenti su conti correnti, partecipazioni societarie e beni di pregio, testimoniano la centralità e la costante tenacia della Guardia di Finanza nel contrastare i reati societari. Sottrarre le risorse economiche ai circuiti illegali e ripristinare la trasparenza nei mercati non rappresenta soltanto un rigoroso atto di giustizia contabile, ma costituisce il presupposto indefettibile per tutelare gli imprenditori onesti e difendere l’integrità del sistema economico nazionale.









