POESIE DI ALBA FLORIO
GIORNO
Quando l’alba spacca il cielo
come un frutto la scorza,
dilaga la sua polpa luminosa
accendendo i colori.
Paesi camminano
avvolti da venti veloci,
l’onda risale alle marine
con voce nuova,
un gregge di nuvole si avvia.
E la nostra ombra antica
su questo mondo appena incominciato.
RITROVAMMO IL SENSO DELLA QUIETE
Quando la fuga dell’Orsa
girava intorno all’alta mia casa
e i fiumi rodevano il silenzio
delle smunte notti invernali,
era quello il tempo dell’attesa
ancora impaziente di giorni
d’armoniose contrade
da sùbite navi agli orizzonti.
Le cose terrestri consumate
da una febbre d’arrivi,
destavano i mattini
ad ignote vigilie.
O perduta infanzia del mondo
scavavi l’ombra degli abissi
e il respiro dei cieli
nel nostro intatto cuore
e ti seguimmo sconvolti
da ingannevoli doni
da non sofferte grazie.
Perché disparve l’acceso sogno?
Ritrovammo il senso della quiete
negli occhi delle bestie aggiogate,
nel posto vuoto dei morti
a cui più non si pensa,
nell’amara scoperta di noi stessi.
LUNA
Trema la notte e la luna sale da un monte vicino,
lenta cammina pel cielo, imbianca tutte le case,
Guarda le strade deserte che paion fiumi di latte,
scende sui freschi giardini ch’estasiati sospirano.
Alba Florio










