POESIE DI ASTRIT LULUSHI
INTERPRETATE E TRADOTTE IN ITALIANO DA MARIA TERESA LIUZZO
(DIRETTORE RIVISTA DI CULTURA INTERNAZIONALE ”LE MUSE”)
GIORNI PASSATI
Ai bordi degli stagni
sono lontano dal passato
da quando la solitudine è stata libertà,
paradiso per la mia anima.
Perché in questo paese
la parola non è una prigione
come lo sarebbe altrove.
La vita, però, è anche altro.
Non si presenta, non ha un biglietto da visita.
E’ fatta di altre cose.
A Ottobre sarà il mio compleanno,
il mio settantunesimo anno.
La vita è un ”panta rei” di Eraclita memoria.
Scorre per tutti: per quelli della mia età
e per i meno giovani.
Ti racconto i miei giorni,
li ho sfogliati come calendari e pagine di libri.
Sono andati via come soldati,
partiti per la guerra, e non sono mai tornati.
Siamo fatti di luce e di ombre.
LE PAROLE DEL POETA
La mente perfetta è come un fiume che scorre,
il poeta è Maestro tra i filosofi.
Il tempo si rivela attimo dopo attimo
trasformando l’uomo in calcinacci
dopo ore, mesi, anni e secoli.
Rimangono al poeta le gemme delle sue parole.
Un tesoro che lascia ai suoi cari,
ai suoi conoscenti, agli scrittori e ai suoi lettori.
Il poeta è un generale sia di giorno che di notte:
stabilisce la giustizia e la realtà.
La sua saggezza e il suo potere
abbracciano la natura e l’Umanità.
Egli è il seme della loro gloria.
Nasce poeta e cantore, da lui sono tutti accolti e compresi
e vanno spesso a trovarlo.
Ma i veri poeti nascono raramente.
Non conta in quale Paese egli sia nato,
ogni secolo ha avuto il suo poeta.
Non tutti i giorni si somigliano.
Il suo spirito è quello di un cantore,
la sua melodia è nell’orecchio.
Nella testa un suono dolce, una filastrocca notturna,
una marcia nuziale, menestrello o tenore.
Fra le note melodiche attendi che il tempo ti sia propizio.
Aspetti che le parole raggiungano il tuo cuore.
E mentre pensi, dopo una lunga e cruda gestazione
le tue parole si trasformano in dipinti.
E’ sofferta la vita del poeta,
con le gocce del proprio sangue
rammenda e ricama le parole
appese al filo della vita.
Il tempo ha traforato la sua carne,
da telaio hanno fatto le sue ossa.
A. L.











