POESIE DI LICIO GELLI (CANDIDATO AL NOBEL PER LA LETTERATURA)
GOCCE D’AMORE
Un’ape lascia il fiore e da esso
cade una goccia. Una goccia d’amore.
L’amore è anche pianto, anche rimpianto.
Io ho creduto alle parole di chi
mi ha amato e sempre ho asciugato
il suo pianto, leggermente, con
le mie mani, con pudore e dolcezza.
Quando le lacrime sono gocce d’amore
io credo che cadendo germoglino
fiori bellissimi, a tutti sconosciuti.
Spesso accade che nel parco oppure
nel profondo del bosco, io veda
fiori senza nome, piccoli, dai colori
variegati, dal viola al giallo
o con striature d’azzurro su
un manto rosso.
Fiori simili non
li avevo mai visti, li scopro ora.
Sono sbocciati da gocce d’amore,
da lacrime di gioia o disperazione,
di una ragazza abbandonata o ritrovata.
Io li guardo e nemmeno li tocco,
quei fiori: hanno una nobiltà austera
che incute rispetto. Come i sentimenti
che hanno mosso il pianto che li ha
germogliati. Mi allontano in silenzio.
Se torno a cercarli, non li ritrovo,
i fiori delle gocce d’amore.
Hanno vita breve
o li coglie qualche fata,
qualche elfo, qualche essere nascosto
nelle macchie di verde, nei boschi.
Gocce d’amore,
nel mio cuore riposa
il vostro segreto.
A MIA MADRE
Mai, tu comprenderai, madre,
nel mio cuore, devastati silenzi,
i mille fiori scoppiati,
e le carezze mai raggiunte.
Io, come sono fuggito al vento,
Oh! persa terra,
Ih, morta spiga, sono cresciuto
tra erbe amare,
ai rovi secchi, in mezzo allo spavento
del tuo pensiero, o madre,
… mi hai seguito fin là.
Mai tu non cesserai, madre,
il lamento a Dio.
E dalle tue scarne, ormai provate vene
consumi una poesia
di lacrime insolventi. Di timori.
Nei ricordi infantili,
alle verdi risaie,
agli sconosciuti sguardi,
torni ai campi iridati dalla tua giovinezza,
torni ai ricordi sterili,
alle fugaci fantasie del tempo,
torni bimba felice.
Come spezzata immagine, anch’io,
sono scomparso dal tuo ventre. E tra le arsure,
tra le pietre sconnesse,
tra i mutilati ricordi di un’infanzia,
vive uno stelo magro,
al vento, libero, libero vento,
…e gli anni, il sole,
scalfiranno invano questa perversa libertà piantata,
che è la tua vita, madre.
La mia libera. Vita. A te.
Licio Gelli









