POESIE DI PAOLO BORRUTO
DEDICATA AD UNA STELLA
Nel mio pensiero spesso tu vieni, o bella!
per render col tuo candor, dolce la vita
di chi, oramai, nulla più spera in quella
che fu compagna dell’età tradita.
L’alba ridente, in te rifulge, o stella!
e mal reprime del tuo desir la speme:
dolce mi giunge un canto di Sirene
che palpitar fa il cuore: ti voglio bene!
Tutta vestita a festa è la collina
per te, cui vanno a mille i miei pensieri
nel ricordar…gl’incontri d’imbrunire;
per te, gentile, che al vecchio amor riedi.
Fiore profumati d’ogni colle,
venite ad ammirar con me le stelle:
mostrar vi voglio tra le tante perle,
la rosa più smagliante della valle!
TORNO A SORRIDERE
Ora che ho conosciuto te,
tinto di rosa
io vedo il mondo.
Tutt’intorno è un fiorire
di primule rosse
che invitano al canto.
Tutto quel pianto del passato…
solo un ricordo è adesso:
oggi mi è concesso sorridere!
Ed io grato ti sono
o fanciulla venuta dal nulla
in un giorno felice:
ti bacio le mani contento,
anche se il cuore mi dice
che tu ami un altro.
A MARIELLA
Ieri ti dissi ti amo;
oggi aggiungo, ti adoro:
mio tesoro fatto di crine
e di morbide sete
intrecciato.
Per me
sei tutto il creato!
E dove c’è terra
che brilla di campi
aulenti,
il mare che scoppia
di onde frementi,
tu dici: c’è pure il sereno
che sorge al mattino
con l’astro dorato!
E il mio caro destino
mi invita a sperare
in te: dolce Amore
che nuovo vigore m’infondi;
che, come nella favola bella,
mentre canti e sorridi,
s’accende in me la speranza
di una lieta novella.
L’ISOLA DEI SOGNI
”In mezzo al mar c’è un’isola
tutta roseti in fiore;
mi hanno detto che l’amore
giammai non vi approdò.
Io là, solo, col tenue
sogno degli anni miei,
là fuggir vorrei…”
ma da te fuggir non so!”
A MIO FIGLIO
Due stelle sottratte al firmamento,
una boccuccia di tenere viole:
la melodia di mitici assioli,
un possente fremere d’ali
a tutte le ore.
Davide ha per nome il pargoletto,
tutto sorriso, mai di pianto afflitto:
solo per il desinar crea scompiglio,
quindi, sorride ancora,
questo mio figlio.
Sia a te felicità e sempre amore:
la vita ti assicuri il suo calore.
Sii sempre lieto e pago d’essere nato,
rendendo grazie Dio, Re del creato.
A me, udito appena il tuo vagito,
sembrò di avere raggiunto …l’infinito!
ALLA SERA
Raccolgo nelle mie povere mani
nude le ultime rose sbiadite
che più non pungono,
ma tanto ancora profumano
d’amori passati, di visi felici,
di nuove vite:
profumano di te, o sera!
Nel mio cuore inaridito
filtra l’ultimo raggio di sole:
il canto di una ninnananna lontana,
le mai giunte di una donna
in preghiera;
una vela diafana spinta dal vento
e tutta la tua pace, o sera!
Con la mente al passato
rivedo le reti vuote e il volto
del marinaio deluso;
ascolto l’ultimo fischio del contadino
intorno al focolare, dove grida
di bimbi attendono, felici
che tu venga, o sera!
Accolgo nella mia anima serena
l’ultimo lembo puro di cielo,
i mille rintocchi di una campana,
il bacio forte e tranquillo
dei miei figli adorati,
la pace del mondo
insieme a te, o sera!
Ti offro la brezza del mare,
l’austero silenzio dei monti,
l’odore forte della menta,
e del rosmarino in fiore:
tutti i profumi e i colori del mondo
affinché tu possa cullarli sereni
e leggeri come l’onda, ma non il mio cuore, o sera!
Si che tornerai domani:
come oggi, come sempre;
come la vita che ci promette
e non ci dona niente.
Sorriderai ancora,
con la tua quiete di marmo,
tornerai beffarda, come il libeccio
facendoti scudo con i nostri cuori!
Rimarrò con i miei sogni
incompiuti
sotto un cielo di vivaci farfalle;
sulla terra che brilla
d’amori porporini:
dove tutto palpita come per magia.
Seguirò il galoppo di un cavallo
selvaggio.
Mi perderò nel caos della vita,
dove tu non possa raggiungermi:
e non vedrò il tuo sorriso di scherno,
né subirò il tuo abbraccio di pietra,
o sera!
Paolo Borruto
© Tutti i diritti riservati










