domenica, Luglio 19, 2026

POESIE DI RAFFAELE PIAZZA

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POESIE DI RAFFAELE PIAZZA

 

Linea di poesia delle tue fragole

Una linea di poesia mi chiedevi, un chiaro

incontro oltre la chiave della nebbia,

si apriva e continuava e stava nel freddo polare

di igloo casa la giornata sottesa ai tuoi panni

lasciati in una telefonata marina nell’azzurro

subacqueo dei secoli dietro di noi e domani come giorno:

se avevamo fame tu sfamavi di parole la mia voce

con i salici dell’ironia, io ragazzo appoggiato alla tua

sigaretta donata nella bellezza della gola in un bel luogo

di liquido prato.

 

Alessia e il libro di poesia

(a Sylvia Plath)        

Scrive con vaga grafia, Alessia,

nell’aria disadorna senza fiato,

inchiostro rosapesca come l’estate

o l’inoltrata primavera.

Scatta il volo di un gabbiano

e trasale Alessia azzurrovestita

nell’aria vegetale della consecutiva

attesa. Sulla scrivania I fiori del male,

sua lezione per la vita e la

scrittura accade dalle mani affilate

come un attimo disadorno

come un bagliore Alessia

alla trentesima poesia

del suo libro per la vita,

pioggia a cadere esteriore

sulle cose senza tempo in segno

di vittoria. A destra il mare

a sinistra una nube bluastra

gioca a farsi ragazza o cavallo.

Epifanie del nulla, a poco a poco

tutto si ricompone, ecco lo squillo

del telefono, la voce di Giovanni.

 

È il 1984 attesa sgretolata ecco

il primo appuntamento

ci sono il parco, la panchina e le labbra

da baciare.

 

Alessia a Ischia

Poi, in quel sembiante di Ischia Porto,

dove tutto accade nel verde, a ridestare

trame infinite della vita, vede venire

Giovanni dove sta l’albero

cavo in esatta gioia e trasale

nella selva dei pensieri a dipanarsi

in un giocare all’esistere, tra la rugiada

scesa dai sempreverdi ad angolo retto

con le tende nella mente, nel trasmigrare

in volontà di bellezza nel levigarsi al vento.

È il 1984, costeggia la127 una scia di strada

la vita nelle nuvole fiorite, a forma

di pesce o di giraffa

e ci sarà raccolto.

 

Alessia a Salisburgo

Poi in quel treno veloce

nelle cose dell’Austria,

con sinfonia di Mozart

nell’anima e nel corpo

(l’ha sentita con le cuffiette

al bar della stazione),

in quell’immedesimarsi stellante

con la pagina delle Affinità

elettive, nel chiedersi il seguito

e se sia uguale a Giovanni,

in quel vento fino al Teatro

delle Marionette o alla

Grande Sala del Festival

di Pasqua ad ascoltare un mito

vivente (Herbert von Karajan)

al concerto per la

vita, fino ai Giochi d’Acqua

della gita o escursione

nel tornare al primo

innamoramento dell’adolescenza

 

contro un tetto di cielo

da sfondare con mano affilate

e con il violino e l’archetto

che restano intatti,

melodie nelle vene di un amore

con Giovanni nella fine pensione:

m’ama, non m’ama

m’ama ad interanimarsi

con fondale oceanico delle cose

e della vita musicale

 

tesse nel chiaroscuro lunare

un filo di luce a farsi alba

nel silenzio gioia.

                            Raffaele Piazza

 

raffaele piazza

 

 

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