venerdì, Luglio 19, 2024
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Ponte sullo Stretto, altolà di Busia: “Più controlli sui costi, si rischia opera incompiuta”

“Per un’opera così complessa serve un progetto unitario e completo prima di iniziare i lavori Il rischio, altrimenti, è che possano innescarsi varianti tali da far aumentare i costi sforando il limite di incrementi del 50% rispetto al costo del progetto del 2011 che, ai sensi delle norme europee, imporrebbe il ricorso a una nuova gara” questo quanto detto dal presidente dell’Anac Giuseppe Busia a proposito del Ponte sullo Stretto di Messina nel corso di un’audizione alla Camera sul cosiddetto decreto Infrastrutture. Busia ha evidenziato l’importanza di avere una trasparenza ampia sui costi del progetto, stimati a circa 14 miliardi di euro. Ha sottolineato che l’asseverazione dei costi dovrebbe essere affidata alla Corte dei Conti e non a un semplice consulente nominato da Salvini, per garantire il rispetto delle norme UE che impongono di non superare il 50% della spesa iniziale.

“Non aver svolto una nuova gara sul progetto pone dei vincoli anche di carattere finanziario, che esporrebbero al rischio di varianti successive”, ha detto il presidente dell’Anac, aggiungendo: “Per il Ponte sullo Stretto avevamo suggerito al governo di acquisire il vecchio progetto e usarlo come base di gara per completarlo e migliorarlo. Non è stato deciso così, quindi a maggior ragione oggi serve approvare il progetto esecutivo in modo unitario, senza spezzettarlo in fasi esecutive e naturalmente senza avviare i lavori prima di avere un quadro complessivo dell’opera. Altrimenti la parte pubblica finirebbe per prendere su di sé rischi che non le competono ed i costi potrebbero aumentare oltre il limite fissato dalla normativa europea”.

Busia ha anche criticato l’incertezza sui tempi di realizzazione del progetto. Nonostante gli annunci iniziali di Salvini sull’inizio dei lavori entro la primavera del 2024, il termine per l’approvazione del progetto esecutivo, fissato al 31 luglio 2024, è stato considerato irrealistico e dovrebbe essere procrastinato. Busia ha suggerito che un termine chiaro è essenziale per valutare il progresso dell’opera. Inoltre viene meno (grazie ai decreti del governo Meloni, ndr) l’obbligo del parere previsto in passato da parte del Consiglio di Stato: ” Si ritiene che questo parere sia utile al governo a fianco a quello del Cipes- conclude Busia – se possibile sarebbe utile, data l’importanza dell’opera, ripristinare e tenere conto del parere del Consiglio di Stato”. Nessuna replica dal governo.

L’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha risposto alle critiche di Busia con una nota, affermando che non ci sono dubbi sulla fattibilità tecnica del progetto e sulla certezza delle fasi costruttive. Ha sottolineato che il progetto definitivo, approvato dal Cipess, includerà un Piano economico finanziario che garantirà la copertura completa dei costi dell’opera, evitando rischi di incompiuta. Ciucci ha difeso l’approccio a stralci, affermando che è in linea con le migliori pratiche internazionali e mira a ottimizzare tempi e costi. “La Progettazione esecutiva, che potrà essere sviluppata per fasi costruttive in linea con le best practice internazionali, e al contrario dei timori espressi, ha l’obiettivo di ottimizzare la costruzione dell’opera, contenendo tempi e costi. Il ponte è un insieme di opere. La fattibilità tecnica del progetto non è mai stata messa in discussione, le risposte alle osservazioni del ministero Ambiente, che sono in corso, saranno completate prima dell’approvazione del progetto definitivo da parte del Cipess” ha concluso Ciucci.

 

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