martedì, Luglio 14, 2026
HomeSalute & BenesserePORTICI (NA) – «Non ho abbastanza soldi per curarmi»: l’ottantenne con 700...

PORTICI (NA) – «Non ho abbastanza soldi per curarmi»: l’ottantenne con 700 euro di pensione schiacciata dalla burocrazia. L’Asl le blocca l’esenzione ticket e la salute diventa un lusso

ArtesTV
MORVRAN.COM

a1 110

A Portici (NA), città che profuma di mare e di dignità antica, una storia minuscola e gigantesca allo stesso tempo sta scuotendo coscienze e stomaci. Protagonista: una donna di ottant’anni, pensione di reversibilità da 700 euro, un corpo che chiede cure e uno Stato che, invece di tenderle la mano, le mette davanti un muro di gomma. Un muro che non fa rumore, ma che fa male. La vicenda è semplice e assurda: l’Asl le ha negato il rinnovo dell’esenzione ticket perché, secondo gli archivi, la signora avrebbe un debito sanitario di circa 2.900 euro, accumulato tra il 2011 e il 2013. Un passato remoto che oggi ritorna come un’ombra lunga, capace di trasformare la sua quotidianità in una corsa a ostacoli. E non ostacoli qualunque: ostacoli che riguardano la salute, cioè il diritto più elementare, quello che la Costituzione mette nero su bianco all’articolo 32. La donna, raccontano le associazioni, vive in una sorta di paralisi sanitaria: ha bisogno di controlli, monitoraggi, visite, ma senza esenzione non può permetterseli. E senza soldi non può saldare il debito. Un paradosso perfetto, una trappola burocratica che sembra uscita da un romanzo kafkiano, ma che invece è accaduta davvero, qui, nel 2026, in Campania. Una spirale che non ha nulla di letterario e tutto di profondamente umano. A raccogliere il suo grido è stata Assoutenti Campania, che ha denunciato pubblicamente il caso, ricordando che il recupero crediti non può trasformarsi in un ricatto sanitario. «Prima la salute, poi i debiti», dicono, e non è uno slogan: è buon senso, è civiltà, è la differenza tra uno Stato che protegge e uno Stato che punisce. Perché chiedere a un’anziana fragile di scegliere tra mangiare e curarsi non è amministrazione: è crudeltà travestita da regolamento. Il caso, riportato da Fanpage e ripreso dai media nazionali, ha acceso un faro su una pratica che rischia di diventare un precedente inquietante: negare cure agevolate a chi non può pagare vecchi ticket. Una logica che ribalta il principio di equità e che colpisce proprio chi ha meno voce, meno forza, meno strumenti. E mentre la burocrazia conta gli anni, i codici e i centesimi, la signora di Portici conta le sue energie. Ogni giorno un po’ meno. La sua storia non è solo cronaca: è un promemoria collettivo. Ci ricorda che la povertà non è una colpa, che la malattia non è una scelta, che la vecchiaia non dovrebbe mai essere un reato amministrativo. In fondo, questa vicenda ci mette davanti a una domanda che non ha bisogno di punti interrogativi: che Paese siamo, se un’ottantenne deve chiedere il permesso di curarsi?

RELATED ARTICLES

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Eventi in programma

ULTIME 24 ORE