domenica, Agosto 9, 2026
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POZZUOLI “BASTA PROMESSE, AI CAMPI FLEGREI SERVONO CANTIERI”: I SINDACI SFIDANO IL GOVERNO, ORA IL TEMPO DELLE PAROLE È FINITO

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POZZUOLI – Le strette di mano finiscono. Le fotografie di rito si archiviano. I tavoli istituzionali si svuotano. Ma fuori dalla Prefettura di Napoli resta una domanda che pesa come un macigno sui Campi Flegrei: quando arriveranno i fatti? È questo il grido che accompagna la fine dell’incontro tra il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e i sindaci dell’area flegrea, mentre migliaia di cittadini continuano a convivere con il bradisismo, con le scosse che non danno tregua, con le crepe nelle abitazioni e con una paura che ormai è diventata parte della quotidianità. Sul tavolo ci sono cento milioni di euro annunciati dal Governo. Una cifra importante. Un segnale politico forte. Ma chi vive ogni giorno questa emergenza sa bene che i finanziamenti, da soli, non mettono in sicurezza una casa, non consolidano un edificio e non restituiscono serenità a una famiglia. Servono cantieri. Servono tecnici. Servono lavori. Servono tempi certi. È con questo spirito che il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, rompe gli schemi e sceglie la strada della chiarezza. Nessun entusiasmo facile. Nessun applauso preventivo. Solo una richiesta concreta. «Non so a cosa serviranno questi cento milioni, lo capiremo a breve», afferma senza giri di parole. Poi arriva la frase che fotografa tutta la frustrazione di un territorio che aspetta da troppo tempo. «Tre anni fa ricevemmo un finanziamento di undici milioni di euro per la messa in sicurezza del costone di Marina Grande di Bacoli. Ad oggi non c’è neanche un cantiere. I soldi vanno stanziati, ma sarebbe anche giusto iniziare a spenderli.» Parole che colpiscono perché raccontano una storia già vista. Fondi annunciati. Decreti approvati. Risorse disponibili. Ma opere che restano ferme. Cantieri che non partono. Burocrazia che rallenta tutto mentre il territorio continua a convivere con il rischio. Della Ragione riconosce positivamente la disponibilità del ministro Piantedosi a modificare il decreto prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma rilancia subito la sfida. «Ci aspettiamo risposte in tempi brevi. Dobbiamo rassicurare i cittadini, che sono i nostri primi elettori.» Un richiamo forte alla responsabilità istituzionale. Perché amministrare oggi nei Campi Flegrei significa soprattutto dare certezze a chi ogni notte si addormenta con il timore di essere svegliato dall’ennesima scossa. Sulla stessa linea il sindaco di Pozzuoli, Gigi Manzoni, che sceglie parole misurate ma estremamente incisive. «Oggi l’unico obiettivo, quello più importante, è rendere sicuri i Campi Flegrei.» Nessuna distrazione. Nessuna polemica sterile. Solo una priorità assoluta. La sicurezza. Ma Manzoni non nasconde le proprie perplessità. «Non posso dire di essere soddisfatto, ma lotterò per questo obiettivo fino all’ultimo giorno in cui sarò sindaco.» È la dichiarazione di chi conosce il peso delle responsabilità e sa che la fiducia dei cittadini non si conquista con gli annunci ma con i risultati. Poi arriva il passaggio che assume il valore di un avvertimento politico. «Oggi ci sono state fatte delle promesse, ma se in tempi brevi ciò non verrà garantito, allora saremo su due piani differenti rispetto a quanto stabilito oggi.» Un messaggio diretto. Senza filtri. Perché il tempo delle attese è finito. Manzoni riconosce che alcune opere potranno essere avviate rapidamente mentre altre richiederanno inevitabilmente tempi più lunghi, ma insiste sulla necessità di partire subito con tutto ciò che è già possibile realizzare. È questa la richiesta che oggi unisce Bacoli e Pozzuoli. Accelerare. Tagliare i tempi. Trasformare gli stanziamenti in opere concrete. Perché il bradisismo non aspetta le lungaggini amministrative. Le scosse non conoscono i tempi della politica. Le crepe non si fermano davanti ai decreti ministeriali. Ogni giorno che passa senza interventi aumenta l’ansia di migliaia di famiglie. Ogni rinvio alimenta la sfiducia. Ogni ritardo pesa sulla credibilità delle istituzioni. I sindaci non chiedono privilegi. Chiedono rapidità. Chiedono efficienza. Chiedono che i cento milioni annunciati non seguano la sorte di tanti altri finanziamenti rimasti impantanati tra autorizzazioni, ricorsi e procedure infinite. La popolazione dei Campi Flegrei continua a dimostrare una straordinaria forza. Nessuno vuole lasciare la propria terra. Nessuno vuole abbandonare le proprie radici. Ma tutti chiedono di poter vivere in sicurezza. È un diritto. Non una concessione. È su questo terreno che si giocherà la credibilità del Governo. Le promesse sono state fatte. Gli impegni sono stati assunti. Adesso comincia la fase più difficile. Quella dei fatti. Perché i cittadini non giudicheranno le conferenze stampa. Giudicheranno i cantieri aperti, gli edifici consolidati, le scuole rese sicure e le risposte concrete. I Campi Flegrei non possono più aspettare. Il tempo delle parole è finito. Adesso è il tempo delle ruspe, dei lavori, delle decisioni e del coraggio. Solo così la paura potrà lasciare spazio alla fiducia. Solo così quei cento milioni diventeranno davvero il simbolo di una rinascita e non l’ennesima promessa destinata a perdersi tra le pieghe della burocrazia.

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