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Proteste studentesche a Roma: bandiere, striscioni e un asino di cartapesta contro il governo

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La capitale è stata teatro di una giornata di proteste studentesche che ha visto centinaia di giovani scendere in piazza contro il governo Meloni e il sistema educativo italiano. Due cortei distinti hanno animato le strade di Roma: uno partito alle 9 da Piramide, organizzato dalla Rete degli Studenti Medi e dall’Unione degli Studenti, e un altro alle 9:30 da Piazza San Cosimato, con la partecipazione di collettivi di licei come il Virgilio, il Mamiani, il Gullace e il Righi. Entrambi i gruppi si sono diretti verso il Ministero dell’Istruzione e del Merito in Viale Trastevere.


Le ragioni della protesta

Durante i cortei, le motivazioni degli studenti sono state chiare e decise: “Non vogliamo una scuola del merito che crea studenti di serie A e serie B, favorendo un sistema classista e discriminatorio,” ha dichiarato una giovane al megafono. L’obiettivo principale della protesta è denunciare le politiche del governo, accusato di tagli alla scuola, riforme universitarie non inclusive e mancanza di investimenti nell’edilizia scolastica. Non sono mancati riferimenti internazionali, con bandiere palestinesi e slogan come “Free free Palestine”, a sottolineare la solidarietà verso il popolo palestinese.

Tra le immagini simbolo della manifestazione, un asino di cartapesta con il cartello “ministra Bernini” esposto dagli studenti, già avvistato nei giorni precedenti nei viali dell’università La Sapienza.


Tensioni con le forze dell’ordine

I momenti di tensione non sono mancati. Cinque studenti, con il volto coperto e manette ai polsi, si sono schierati davanti agli agenti in tenuta antisommossa, mentre dal corteo veniva lanciata vernice rossa. I giovani portavano cartelli con scritte come “Arrestateci tutti”, “Stop repressione subito” e “No DDL 1660”, un riferimento al disegno di legge sulla sicurezza. L’azione è avvenuta nei pressi di Ponte Sublicio, attirando l’attenzione dei manifestanti e delle forze dell’ordine.


Le polemiche politiche

Arrivati al Ministero dell’Istruzione, gli studenti hanno esposto striscioni con messaggi critici e scritto sull’asfalto “Ministero della guerra”. Le accuse più dure sono arrivate da Andrea Crippa, vicesegretario della Lega, che ha definito “gravissimi” alcuni episodi, come i cori contro il ministro Valditara (“Valditara a testa in giù”). Crippa ha condannato le manifestazioni, definendole “gesti intimidatori e violenti” lontani da un confronto democratico.

Nel frattempo, gli universitari dei collettivi Cambiare Rotta e Osa si sono recati presso il segretariato generale del Ministero dell’Università, esponendo cartelli con le foto della premier Meloni e dei ministri Valditara e Bernini imbrattate con impronte rosse, a simboleggiare “mani sporche di sangue per il genocidio del popolo palestinese”.


Lo sciopero dei docenti

La mobilitazione non ha coinvolto solo gli studenti. Anche i docenti, il personale Ata ed educativo hanno aderito allo sciopero indetto da Anief (Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori). Le richieste includono una revisione dell’età pensionabile, la lotta all’abuso dei contratti a termine e il riscatto gratuito degli anni di formazione universitaria. Il presidente di Anief, Marcello Pacifico, ha annunciato un presidio previsto per le 15 sotto al Ministero dell’Istruzione

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