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PUGLIA.CEGLIE MESSAPICA (BR). “HO DISCUSSO LA MIA TESI IN OSPEDALE, CON MIO PADRE ACCANTO”.

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Delfinia Valente  due giorni fà, nel Centro regionale di riabilitazione pubblica ospedaliera di Ceglie Messapica,  ha discusso la tesi finale su “La letteratura per l’infanzia nelle disabilità sensoriali” con la Professoressa enrica Maglione, presso l’Istituto dei sordi di Torino.

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La Dottoressa Delfinia Valente ha dichiarato “ Ho discusso la mia tesi in ospedale, con mio padre accanto. Lui c’è sempre stato, e io volevo che ci fosse anche in questo giorno.  Vederlo emozionato più di me era tutto ciò che desideravo.  Non è stato il finale che avevo immaginato… ma è stato il più vero. Per mio padre, e la malattia contro cui sta lottando con coraggio.  Per la forza silenziosa di mia madre.  Per l’affetto di mia sorella, che è sempre lì, anche quando non si vede.  Per chiunque mi sia stato accanto, in ogni forma possibile.  Per il personale sanitario e tutti gli operatori che ogni giorno fanno molto più del loro lavoro.  Per tutte le persone ricoverate, che vivono momenti duri ma pieni di dignità.  Per tutte le volte che ho pensato di mollare o rimandare. E per me, che ce la faccio sempre, anche quando tremo. Queste foto raccontano una storia fatta di forza, famiglia e presenza.  Perché casa, alla fine, è dove porti il cuore.”

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L’evento ha conquistato l’attenzione dell’Azienda Sanitaria Locale di Brindisi che ha dato, con la dovuta enfasi, la notizia : “Una giornata di grandi emozioni al Centro regionale di riabilitazione pubblica ospedaliera di Ceglie Messapica: figlia discute la tesi di laurea in collegamento col padre ricoverato .

Ieri il Centro di Riabilitazione di Ceglie ha vissuto un momento di straordinaria intensità emotiva.

La figlia di un paziente ha scelto di discutere la sua tesi finale in videoconferenza alla presenza di sua mamma e del papà ricoverato, trasformando un traguardo accademico in un gesto di profondo amore e condivisione.

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Grazie alla complicità della mamma, al supporto dei familiari di alcuni assistiti e alla piena disponibilità del personale sanitario, questo desiderio è diventato realtà. Il direttore medico di presidio, Andrea Molino, ha sottolineato come iniziative di questo tipo rappresentino l’essenza stessa della cura: non solo assistenza clinica, ma attenzione alla persona, ai suoi affetti e alla dimensione emotiva, elementi fondamentali nel percorso riabilitativo. Ha inoltre evidenziato il valore del lavoro di squadra, ringraziando dirigenti medici, il personale del comparto e quello in servizio per aver reso possibile un momento così significativo.

La giovane ha conseguito il titolo del Corso per Assistenti alla Comunicazione all’Istituto dei Sordi di Torino, discutendo la tesina dal titolo “La letteratura per l’infanzia nelle disabilità sensoriali”, coinvolgendo tutti i presenti in un clima di grande partecipazione emotiva e concludendo con un sentito momento di festa.

Il momento più toccante è arrivato quando il papà, con grande forza e determinazione, si è alzato per porgerle i fiori e abbracciarla, regalando a tutti un’immagine di straordinaria umanità che resterà impressa nei cuori.

Il direttore generale della Asl Brindisi Maurizio De Nuccio, pur non essendo presente, ha voluto esprimere il proprio apprezzamento per quanto realizzato, rimarcando come la sanità debba saper coniugare competenza professionale e umanità. Ha evidenziato che momenti come questo rafforzano il senso di comunità all’interno delle strutture sanitarie e confermano l’importanza di un approccio centrato sulla persona, capace di generare benessere non solo fisico ma anche emotivo. Ha infine rivolto un ringraziamento sentito a tutto il personale per la sensibilità, la disponibilità e lo spirito di collaborazione dimostrati.

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Il direttore facente funzioni dell’Uoc di Neuroriabilitazione, Vincenza Pinto, insieme a tutti i dirigenti medici sia dell’Uoc di Neuroriabilitazione sia dell’Uoc di Medicina Fisica e Riabilitativa e a tutto il personale del comparto in servizio porge i più sentiti auguri alla neo dottoressa per il traguardo raggiunto e per il grande gesto di amore e rispetto dimostrato nei confronti del padre.

Perché anche questo è riabilitazione: prendersi cura delle persone nella loro interezza, accompagnandole non solo nel percorso di cura, ma anche nei momenti di vita che danno forza, dignità e speranza”.

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