
Un tempo affermare che “un bel gioco dura poco” non azzerava l’attitudine ludica dei bambini e degli adulti impegnati a praticarne uno. Tale espressione serviva, insieme a altre del genere, come monito a non esagerare, anche in altre attività. Cosa che l’inquilino (pro tempore, fortunatamente !) della Casa Bianca si ostina a non accettare, recentemente preso in ostaggio da un altro demone della megalomania che lo caratterizza da sempre. È quello dello spirito neocolonialista o colonialista di ritorno che oramai lo tormenta. Lo fa in maniera tanto forte da indurlo a prendere l’iniziativa di tentare di sottrarre la Groenlandia alla Danimarca. Motivo: farne un ulteriore stato, peraltro di frontiera, da aggiungere agli USA. Ritenendo tale operazione fondamentale per una difesa più articolata del territorio degli States.Quindi il magma semisolido venuto fuori a Yalta a metà del secolo scorso, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, non è riuscito nemmeno a solidificarsi del che è subito rtornato a sciogliersi. Non sará nè semplice nè di breve durata il processo che ridisegnerà la superficie terrestre, soprattutto i tratti che ne delimitano i confini politici. Bisognerà assistere al risultato quando tutti i nomi messi insieme
negli anni da ciascuno stato coinvolto saranno ritenuti sufficienti dai nuovi leaders del Mondo che nel frattempo saranno riusciti a emergere. Niente sarà più come prima, e se la performance che ciascuno avrà realizzato per uscire dall’attuale impasse sarà stata operata in maniera corretta. Chi si fosse illuso che, a guerra finita, tutto sarebbe ritornato come era, resterebbe profondamente deluso. E questo è quanto, che piaccia oppure no.









