
Poco più di mezzo secolo fa, riscosse un buon successo il film “10 incredibili giorni”. Opera del regista francese Chabrol, è interpretato da un cast di attori che, se all’epoca riscuotevano grande apprezzamento dal pubblico, ancora oggi sono considerati mostri sacri. La trama è quella di un noir all’europea maniera, arricchita da episodi misteriosi, che ne fanno un oggetto di culto da parte dei cinefili. Basta cambiare il numero dei giorni, da 10 in 12 e il gioco è fatto. Il tutto si è ripetuto in maniera, come non solo questa volta, scorretta. Nella dozzina di albe e tramonti che hanno scandito quell’arco di tempo che di seguito è oggeto di qualche considerazione, é successo di tutto e anche di più, tanto da far credere alla maggior parte dell’ umanitá che, ai castighi divini, si sia aggiunta anche l’ epidemia di follia. I fatti. Una mattina di una quindicina di giorni addietro, Nethaniau si è svegliato, probabilmente di cattivo umore, e ha deciso di colpire con ferocia – è un suo vezzo – l” Iran, arrecando un numero consistente di vittime anche tra i civili di quel paese. Di più, ha causato ingenti danni alle attrezzature per realizzare ordigni nucleari, a detta delle autorità e dei ricercatori del posto, destinati a un impiego pacifico. Da quel momento in poi e fino all’altro giorno, accanto a Nethaniau, è sceso in campo il suo potente supporter, Trump, dichiarando guerra agli Hayatollah, già pazzi per loro natura e formazione. Agli stessi non era sembrato vero potersi presentarsi al mondo come vittime designate per ipotesi. Si dice che il tempo sia galantuomo e così sembra essere. Il Vaticano ha saputo mantenere le specifiche distanze da ciascun contendente e Leone XIV° ha esposto, seppure figuratamente, il petto al fuoco nemico, ragionando ex adverso. In sintesi ha offerto ospitalità presso la Santa Sede a tutti i contendenti per potere stendere, nero su bianco, un accordo di non belligeranza equo e duraturo. Fino a qualche mese fa, dall’interno di quelle mura oltre il Tevere, erano venute fuori immagini e dichiarazioni da romanzo popolare. Mentre nei giorni precedenti a quello di ieri montavano rabbia e violenza in quello che può essere definito lo scacchiere d’ Oriente ma non troppo, della vecchia Europa, per la precisione in Olanda, si è riunito un consiglio della Nato a cui, oltre ai vertici di quella organizzazione, hanno partecipato le alte cariche dei paesi aderenti a quel sodalizio. Ospite d’onore Don il palazzinaro, al mondo il Presidente degli USA Donald Trump. Quello stesso ha intrattenuto gli ospiti sulle ipotesi di aggiornamento e, soprattutto di rifinanziamento, della Nato. Incidenter tantum, ha confermato che la guerra tra il suo paese e quello che prima dell’ instaurarsi della Teocrazia degli Hayatolla era retto dagli Shah che sedevano sul Trono del Pavone, era ufficialmente conclusa. Senza scomodare per l’ennesima volta Ennio Flaiano, è sufficiente riaffermare che questi aveva visto giusto e, per di più, lontano nel tempo. Quando il mondo è al giro di boa, cioé alla conclusione del primo semestre dell’ anno di grazia venticinquesimo del terzo millennio, buona parte dell’umanità è costretta a destreggiarsi al solo fine di sopravvivere tra le paturnie di coloro che dovrebbero governarli e invece scherzano con la loro vita. Non si può così sottacere che, a tirare le fila di buona parte del pianeta, c’é qualcosa del genere dell’ Armata Brancaleone. Il capitano, al momento, è Trump. Augurarsi che possa essere sostituito a breve non é nemmeno immaginabile: in giro non si intravede neanche l’ombra anche di un cane sciolto che sia però almeno non aduso a mordere il padrone. Intanto sul settore occidentale del pianeta é arrivata la stagione estiva, che i metereologi prevedono essere torrida. C’é così da attendersi che, tra qualche giorno, le parole che saranno pronunciate con maggior frequenza saranno: “tutti al mare!” e se ne riparlerà con il fresco al ritorno. Semprechè nel frattempo non sopravvenga l’irreparabile.









