
La giunta Mager procede spedita con la manifestazione d’interesse per l’assegnazione del Festival di Sanremo per il triennio 2026-2028, e l’ipotesi di una proroga biennale, ma da Roma la Rai non sembra affatto soddisfatta. In Viale Mazzini trapelano voci di un possibile ricorso contro la delibera e persino la “minaccia” di spostare la kermesse in un’altra città, come Torino, già protagonista dell’Eurovision Song Contest 2022. Nonostante le provocazioni, il Comune di Sanremo ha scelto la via del silenzio, consapevole che, trattandosi di una gara pubblica, ogni contatto diretto con Rai o altri broadcaster potrebbe risultare scorretto o configurare potenziali irregolarità. Intanto, il settore turismo e manifestazioni comunale si prepara a pubblicare l’avviso ufficiale, mentre il sindaco rimane cauto nel commentare, pur non nascondendo irritazione per alcune reazioni degli ultimi giorni. La tensione tra Rai e Comune sembra tutt’altro che risolta. La Tv di Stato si dichiara indispettita dalla mossa dell’amministrazione sanremese, anche perché aveva già annunciato l’intenzione di presentare una proposta economica subito dopo il Festival 2025, ancora non formalizzata. La questione è ulteriormente complicata dalla sentenza del Tar ligure, che ha bocciato il sistema delle convenzioni in atto da decenni, sollevando una serie di questioni legali e procedurali. Punto cruciale dello scontro è la proprietà del marchio: il Comune di Sanremo ne rivendica il possesso, sottolineando che il Festival della Canzone Italiana può svolgersi solo nella città che l’ha reso un evento di fama mondiale per oltre 75 anni. La Rai, invece, considera indissolubile il legame tra marchio e format, alimentando un dibattito su chi debba gestire il futuro della manifestazione. La giunta ha fissato un corrispettivo annuo di almeno 6,5 milioni di euro, superiore ai 5 milioni dell’ultima convenzione, aggiungendo una percentuale sugli introiti pubblicitari e sull’uso del marchio, oltre ad altri obblighi legati alla promozione di eventi trasmessi in diversi periodi dell’anno. Una serie di richieste che hanno suscitato nuove frizioni con Rai. Mentre si attendono sviluppi, a Sanremo e a Roma ci si interroga su come finirà questo “tira e molla”, una vicenda che, tra leggi, interessi economici e ambizioni politiche, potrebbe ridefinire il futuro del più grande evento musicale e televisivo italiano.









