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Regionali Campania, verifiche della Commissione parlamentare antimafia: “impresentabili” quattro candidati al Consiglio regionale

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Sono quattro i candidati alle prossime elezioni regionali in Campania che la Commissione parlamentare antimafia ha segnalato come “impresentabili” per violazione del codice di autoregolamentazione, sollevando un allarme fondato sulla qualità delle candidature e sulla tenuta dell’impegno contro le infiltrazioni e i rischi di condizionamento. I nomi comunicati dalla presidente della Commissione, Chiara Colosimo, comprendono: Davide Cesarini, candidato nella lista “Democrazia Cristiana con Rotondi Centro per la Libertà”; Luigi Pergamo, per la lista “Pensionati Consumatori Cirielli Presidente”; **Maria Grazia Di Scala”, della lista “Casa Riformista per la Campania”; e **Pierpaolo Capri”, candidato nella lista “Unione di Centro”.secondo la Commissione, per Davide Cesarini risulta una sentenza della Corte d’Appello di Ancona del 27 marzo 2023 – divenuta irrevocabile il 31 gennaio 2024 – per il reato di bancarotta fraudolenta, e un decreto del Gip di Macerata del 3 luglio 2024 che dispone il giudizio per riciclaggio. Per Luigi Pergamo è stato disposto rinvio a giudizio dal Gip di Firenze in data 3 giugno 2025 per reati quali autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Per Maria Grazia Di Scala è stato disposto rinvio a giudizio dal Gup di Napoli in data 5 aprile 2016 per tentata concussione. Infine Pierpaolo Capri risulta rinviato a giudizio dal Gip di Salerno in data 13 marzo 2023 per riciclaggio.La gravità della segnalazione non è soltanto formale: segnala che le procedure di selezione delle candidature nelle liste regionali possono risultare vulnerabili a condizioni di incompatibilità o di potenziale condizionamento. La figura stessa di “impresentabile” è prevista nel codice di autoregolamentazione della Commissione e vuole rappresentare soggetti che — pur formalmente candidabili — presentano elementi tali da mettere in discussione la loro presentabilità politica, soprattutto alla luce della lotta alla criminalità organizzata. La decisione della Commissione non comporta automaticamente l’esclusione dalla candidatura, ma la segnalazione pubblica costituisce un forte warning verso partiti, elettori e istituzioni.Dal punto di vista politico la questione assume rilievo immediato: tre dei quattro candidati segnalati fanno parte della coalizione del centro-destra che sostiene il candidato alla presidenza regionale Edmondo Cirielli, mentre uno — Maria Grazia Di Scala — è in lista a sostegno del candidato del “campo largo”, Roberto Fico. Ciò significa che l’allarme non riguarda un solo schieramento ma investe la pluralità del sistema politico campano, mettendo in discussione l’efficacia dei controlli interni ai partiti e la trasparenza dei meccanismi di candidatura.Le reazioni sono immediate: da un lato partiti e liste coinvolte tentano di prendere le distanze o di chiedere verifiche ancora più approfondite, dall’altro cresce la pressione sull’elettorato affinché le scelte di voto siano informate anche riguardo al profilo dei candidati. La Commissione Antimafia, nel render nota la segnalazione, ha ribadito la necessità che i partiti si dotino di procedure autonome di verifica e che gli eletti rendano conto della propria moralità pubblica oltre che della legittimità formale.In sintesi, la rilevazione della Commissione Antimafia in vista delle regionali in Campania rappresenta un serio campanello d’allarme: quattro candidati importanti, ciascuno con profili giudiziari o procedurali che generano dubbi sulla “presentabilità” politica, per usare il termine tecnico. È una circostanza che richiama tutti — istituzioni, partiti, media e cittadini — a un maggiore rigore nella scelta di chi si propone a rappresentarci. Perché la democrazia non è solo voto e campagna elettorale, ma anche credibilità e integrità.

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