martedì, Dicembre 9, 2025
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Ricordando i tempi di Mario Riva che, attraverso la TV, entrava ovunque.

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Domenica è sempre domenica, anche quando con essa cade il giorno della memoria di chi non c’è più. Un tempo non molto lontano, nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, il 2 novembre veniva considerato la vera frontiera attraverso cui le stagioni calde uscivano lasciando libero il posto a quelle fredde. Era anche il giorno in cui iniziava il cosiddetto “cambio di stagione” nei.guardaroba. Ora che “non ci sono più le mezze stagioni”, per dirla con la casalinga di Voghera, tante cose si sono trasformate, compreso il “culto delle urne”. Anche se da esse trasse ispirazione Ugo Foscolo nel comporre I Sepolcri, con il tempo quella sacralità, in Italia in maniera più avvertita che altrove, quel culto sta andando a diminuire. Nella giornata odierna, in buona parte dello Stivale, si potrà assistere a un esplosione di luci e colori nei cimiteri che cosi, almeno per alcuni giorni, appariranno meno spettrali di quanto non lo siano normalmente. I lavori di quanti hanno in mano le sorti del mondo, nei prossimi giorni, quindi già da domani, dovrebbero essere di grande impegno. Più in dettaglio, paragonabili all’ impegno di quanti, appassionati di quel gioco, stanno realizzando un puzzle, Tanto perchè i vertici di.un paese per il ruolo che gli compete, quelli di un altro per un’ incombenza di tipo diverso e così a seguire, dovrebbero iniziare a incasellare le tessere – le incombenze – portate a termine da metà ottobre fino a questi giorni. La settimana scorsa è stata scandita da una serie di eventi posti in essere da capi di stato e “dignitari”, come erano definiti un tempo gli alter ego degli stessi. A loro dire, dalle prime dichiarazioni affidate ai mezzi dell’ informazione, si intuisce che ciascuno di essi afferma, in buona fede almeno fino a prova contraria, di aver portato a termine la missione che gli era stata affidata con successo. Nei giorni che verranno, dovrà uscire in pulito un redde rationem di quanto è stato fatto, accompagnato, se possibile, da un commento: esso, è probabile, potrebbe essere più eloquente del fatto in se. Oltre a spegnere il fuoco delle guerre in corso, altri due incendi sono sul punto di scoppiare: quello, quasi sempre monitorato con diligenza, che riguarda l’accensione degli impianti di riscaldamento di ogni genere. L’altro, quello del prezzo dei combustibili fossili, ben più impegnativo del primo. Se di fatto il problema della fornitura di gas dalla Russia è stato in buona parte scavalcato, altri di altro genere se ne sono presentati, per una buona parte causati dalla guerra in Medioriente. La produzione di idrocarburi diretta ai paesi occidentali, quella di petrolio soprattutto, risente in pieno del caos di ogni genere procurato dalla Casa Bianca con la scellerata politica dei dazi, tirata fuori dal cilindro come il coniglio dal Mago Trump. La discussione, arrivata al livello prima accennato, diventa di tipo politico e, come tale, deve essere tirata fuori dai carboni ardenti e modellata per la bisogna. Si riuscirà in tal modo a posizionare diligentemente, accanto a quanto era stato già sgrossato, le ultime conquiste e farne un tutt’uno. Da ciò che può avere come riscontro un’operazione del genere, si potrà capire se tutte le missioni in corso di prosecuzione stanno ottenendo risultati apprezzabili.
L’anno sta per terminare e portare avanti l’attuale clima di inadeguatezza a far fronte a quanto sta accadendo, equivarrebbe a far partire il 2026 con il piede sbagliato.

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