Sulla tensione scaturita tra il conduttore di Ore 14 Milo Infante e la nota criminologa- psicologa forense Roberta Bruzzone sul caso Garlasco del 27 novembre scorso eravamo rimasti alla rottura. Tutto ciò aveva portato alla “scomparsa pacifica” dsubito dopo il duro scambio nel programma pomeridiano con la criminologa che aveva risposto ai followers: “Scelte…doverose. Spiegherò meglio quando verrà il momento. Voglio impegnarmi solo in spazi dove ho il pieno controllo sui contenuti, sulla loro affidabilità, sulla loro qualità scientifica.”
Su questo scontro tra Infante e Bruzzone ne sono state dette davvero tante e si è raggiunta la punta iceberg, nelle ultime ore, con una nuova fake news sconcertante riguardante lo scambio di messaggi con il collega Milo:
“Roberta Bruzzone sorprende tutti i mezzi di comunicazione condividendo tutti i messaggi con Milo Infante dopo la sua uscita da Ore 14 dal titolo “Non ti permetterò di vivere tranquillo”.

A tale riguardo arriva immediatamente la replica di Roberta Bruzzone intervenuta sui social con un lungo sfogo. “Questa mattina mi è stata segnalata l’ennesima, disgustosa fake news che mi riguarda. Secondo questa ricostruzione delirante avrei divulgato conversazioni personali intercorse tra me e Milo Infante. È una notizia totalmente falsa. Non imprecisa. Non distorta. Falsa. Punto. Siamo davanti al solito meccanismo tossico: qualcuno inventa di sana pianta un contenuto, lo spaccia per informazione, lo lancia in pasto ai social con l’obiettivo di generare indignazione, odio e, soprattutto, traffico. Un copione miserabile già visto. Una dinamica patetica, tipica di chi non ha altro da offrire se non la diffamazione come strumento di sopravvivenza digitale“.
Aggiungendo: “La cosa più sconcertante? Molti hanno commentato in maniera spregevole senza nemmeno compiere il gesto minimo di verifica: bastava leggere l’articolo per rendersi conto che si trattava dell’ennesima bufala mediatica costruita ad hoc. Ma evidentemente la comprensione del testo e il discernimento critico di base non sono competenze universali. Trovo gravissimo questo continuo tentativo di trasformare la mia persona in un bersaglio, al solo scopo di istigare odio e generare qualche clic in più“.
La nota criminologa cosí ancora una volta non le ha certo mandate a dire, attivando la ‘modalità bulldozer’ concludendo il suo lungo sfogo social con le seguenti parole: “È un modello comunicativo fondato sulla menzogna sistematica e sull’alimentazione deliberata dell’ostilità. Informo che tutto il materiale è stato già acquisito e verrà immediatamente trasmesso all’Autorità Giudiziaria competente. Inventare fatti allo scopo di diffamare e fomentare l’odio non è ‘libertà di opinione’. È un comportamento gravissimo e penalmente rilevante. Chi trasforma le persone in target da co









