L’autunno, con la sua aria frizzante e le foglie che scricchiolano sotto i piedi, si sta avvicinando piano piano; è il momento perfetto per organizzare un viaggio in famiglia tra misteri, castelli e borghi che sembrano usciti da un libro di fiabe…o perchè no, da una storia di fantasmi. Oggi vi porto con me in uno di questi posti affascinanti, Rocca Sparviera situato nell’entroterra della Costa Azzurra (Francia), sul confine storico del Contea di Nizza vicino a Coaraze e Duranus, a poca distanza dai confini liguri e piemontesi. Rocca Sparviera rappresenta un borgo abbandonato con un nome che fa subito pensare alle avventure di draghi e cavalieri, perfetto per una gita autunnale tra natura, panorami mozzafiato e un pizzico di mistero.
Rocca Sparviera ( o “Roccasparvera”), è uno dei luoghi fantasma più suggestivi e carichi di misticismo delle Alpi Marittime, situato storicamente nell’antica Contea di Nizza, questo insediamento arroccato a oltre 1.000 metri di altitudine, incarna perfettamente il fascino dei borghi perduti. La fama mista a terrore che circonda il borgo è legata indissolubilmente alla figura della Regina Giovanna I d’Angiò ( 1326-1382), sovrana di Napoli e contessa di Provenza.

Secondo la tradizione popolare, la regina cercò rifugio nel castello di Rocca Sparviera per sfuggire alle vendette politiche dopo l’assassinio del marito Andrea d’Ungheria. Durante la notte di Natale, mentre partecipava alla messa nella cappella del paese, i suoi due giovani figli vennero assassinati. La leggenda narra che i cospiratori servirono i corpi dei bambini alla regina durante il banchetto. Sconvolta dal dolore e dall’orrore, la Regina Giovanna fuggì imprecando contro il villaggio, lanciando una maledizione : “ Rocca Sparviera, un giorno volerà via fino all’ultimo uccello e rimarrai pietra sopra pietra senza che anima viva vi canti”!.
Al di là della drammatica leggenda, il declino di Rocca Sparviera fu causato da fattori sismici, climatici ed economici ben precisi: arroccato su un crinale roccioso scosceso per ragioni difensive medievali, il borgo soffriva per la perenne mancanza d’acqua potabile e terreno coltivabile. Nel 1564, un devastante sisma colpi le Alpi Marittime, danneggiando le strutture in pietra e compromettendo le poche sorgenti disponibili. Gli abitanti abbandonarono gradualmente il nido d’aquila per trasferirsi nei fondovalle più fertili (come Coaraze e Duranus). Entro il XVII-XVIII secolo, il borgo si trasformò definitivamente in un agglomerato di ruderi silenziosi.

Oggi sono rimaste le rovine del Castello e delle abitazioni, scheletri di mura in pietra a secco che si fondono con la roccia calcarea della cresta, esplorando l’area archeologica si incontrano i resti di antiche abitazioni in pietra, tratti delle antiche fortificazioni e la base della torre medievale del castello. Unico edificio rimasto integro, custode della memoria storica del luogo e la Cappella di San Michele, restaurata nei tempi moderni.

Rocca Sparviera offre al visitatore una panorama mozzafiato, una vista a 360 gradi che spazia dalle vette del Mar Ligure nelle giornate più limpide. Il borgo si raggiunge tramite percorsi di trekking da Duranus, Coaraze on dal Col Saint-Roch. L’escursione regala scorci spettacolari sulla gola del fiume Vèsubie e sulle vette del Parco Nazionale del Mercantour.









