venerdì, Gennaio 16, 2026
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Roma caput mundi, con buona pace di chi non lo accetta.

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Sembra evidente che, per amore di campanile, ciascuno dei capi di stato in qualche modo coinvolti nei conflitti, che stanno affliggendo il mondo, stanno facendo il possibile e tentando l’impossibile perchè i summit cosmopoliti oranizzati ad horas oramai da tempo, si svolgano nello stato che ciascuno di loro presiede.Certamente quella politica ha una sua ragion d’essere, sia nell’immediato sia per le aspettative generate, per quello che possono valere. Lo zoccolo duro delle trattative in corso è proprio questo: l’aleatorietà che rivelano le intese che risultano già a poche ore dalla comunicazione delle stesse al mondo attraverso i vari sistemi di informazione. Le decisioni che escono da quei consessi non evolvono oltre lo stato verbale. Parole, parole, soltanto parole, non è solo il refrain di un brano di alcuni anni orsono, interpretato da Mina e Alberto Lupo; è, soprattutto, il risultato della pletora di incontri sull’argomento svoltisi pressochè on the road, almeno fino a oggi. La Cittá Eterna questo martedì sta ospitando il Presidente dell’ Ucraina Zelensky, arrivato questa mattina nell’Urbe, proveniente da Bruxelles.Il primo incontro della giornata, quello con Leone XIV, avverrá entro le Mura Vaticane. Nel pomeriggio si sposterà nei luoghi della politica, dove sará a colloquio con la Premier Meloni. Alcuni commenti sulle attività della giornata odierna sono azzardabile fin d’ora: l’ordine temporale delle sessioni di lavoro è stato scandito solamente dagli impegni dei players? Cosa potrà dire la Premier che non vada di traverso ai due capibanda, quello d’Oltreoceano e quell’altro poco lontano dalla Steppa ? Nei confronti dell’Europa, i due figuri si sono posti come chi non vuole tra i piedi identità sociopolitiche che, se non proprio ostili, mostrano insofferenza più che notevole nei confronti delle stesse, di alcune di esse peraltro nemiche storiche.
Il Papa non si sta straesponendo, anche perchè non gioverebbe alla festa causa. Non pertanto la sua leadership ne esce sminuita.
È l’unico personaggio coerente della tragedia in scena e gli si deve augurare lunga vita e tanta buona salute, anche mentale.Sarà bene attendere domani per aggiustare il tiro. Non fa male prendere in prestito un detto dei contadini speso in situazioni del genere: “passasse (che passi) l’angelo e dicesse (dica) amen”. E così sia.

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