All’Azienda Ospedaliera Universitaria “Ruggi d’Aragona” di Salerno il clima è ormai incandescente. Dopo mesi di segnalazioni della Segreteria Provinciale FISI e dei suoi componenti, si apre finalmente una fase diversa rispetto al passato: una fase in cui criticità ignorate per anni stanno venendo a galla con effetti evidenti ai vertici e nei reparti.
Le dimissioni del Direttore Generale D’Amato, seguite da quelle del Direttore Medico di Presidio Walter Longanella e del Direttore della U.O.C. Medicina Trasfusionale, segnano un cambio di rotta improvviso e drastico. A queste si aggiungono le gravi dichiarazioni arrivate oggi sulla gestione del Pronto Soccorso, dove la FISI da tempo denuncia disfunzioni strutturali, turni ingestibili e carenze che stanno mettendo a rischio pazienti e operatori.
«Le nostre segnalazioni erano fondate — afferma la FISI — e il tempo lo sta confermando».
ANCORA NESSUNA RISPOSTA SU OSTETRICIA-GINECOLOGIA
Il sindacato attende ancora chiarimenti su una serie di esposti trasmessi alla Direzione riguardanti criticità nella U.O.C. Ostetricia e Ginecologia, dove sarebbero emersi problemi organizzativi e gestionali già da tempo portati all’attenzione dell’Azienda. La FISI aveva già denunciato anche il caos nei servizi esternalizzati collegati al Ruggi, in particolare quello della gestione e distribuzione del vitto. Dopo le segnalazioni, l’Azienda ha attivato d’urgenza un corso HACCP, requisito fondamentale per chi maneggia alimenti. Ma il paradosso è evidente: oggi gli operatori OSS continuano a consegnare il vitto ai pazienti senza alcun titolo HACCP, esponendo l’ospedale a una violazione gravissima delle normative igienico-sanitarie. Una situazione che rischia di aprire scenari delicati anche sul fronte legale e contabile.
Secondo quanto riferito dalla FISI, negli ospedali del Napoletano la stessa ditta incaricata di gestire e distribuire il vitto al Ruggi opererebbe con lo stesso capitolato di riferimento, ma con un’organizzazione completamente diversa e con personale formato e conforme ai requisiti di legge. Una difformità che accende ulteriormente lo scontro sui capitolati, già oggetto di una richiesta di accesso agli atti da parte del sindacato. La FISI ribadisce: «Serve trasparenza. Serve chiarezza. E bisogna tutelare finalmente i lavoratori e i pazienti». Il Ruggi, in attesa di una nuova guida stabile, dovrà adesso affrontare uno dei momenti più delicati della sua storia recente.









