
Le sale ovattate della celebre casa d’aste Christie’s a Londra si trasformano temporaneamente in un santuario laico della musica contemporanea, accogliendo il sismografo sonoro di un’intera generazione. L’attenzione degli estimatori e dei cultori del rock alternativo è calamitata dall’esposizione straordinaria delle chitarre appartenute a Johnny Marr, geniale architetto dei riff e cofondatore del leggendario sodalizio degli Smiths. Prima del martello che, il prossimo 17 settembre, sancirà la dismissione di questo inestimabile patrimonio museale, il pubblico può ammirare da vicino ben centoundici lotti che raccontano la storia e la genesi di un suono inconfondibile. Non si tratta di semplici strumenti musicali, bensì di feticci lignei e metallici intrisi di memoria collettiva, custodi silenziosi di quella tristezza barocca e di quel jangle pop che hanno ridefinito la cifra stilistica degli anni ottanta. Ogni graffio sulla vernice, ogni tasto consumato dal vigore dei concerti e ogni anse di pickup restituiscono l’eco di capolavori immortali, da This Charming Man a How Soon Is Now?, nati proprio tra le mani affusolate del virtuoso chitarrista di Manchester. L’operazione di vendita, che vede confluire pezzi storici della sua prolifica carriera solista e collaborativa, rappresenta un evento epocale per il collezionismo internazionale, offrendo la rara opportunità di aggiudicarsi frammenti vivi di un’epopea irripetibile. Mentre i visitatori sfilano in religioso silenzio dinanzi alle teche illuminate, l’atmosfera si carica di una struggente nostalgia, ricordando come la musica sappia cristallizzare il tempo attraverso il legno e l’acciaio di una sei corde.









