Si è concluso lo spoglio delle elezioni provinciali 2026 e il quadro politico di Palazzo Sant’Agostino appare netto: il Partito Democratico esce dalle urne con una maggioranza solida, confermando il proprio ruolo centrale nella guida della Provincia di Salerno. Un risultato ampiamente previsto, ma che consolida gli equilibri di governo e rafforza alcune figure già protagoniste della scorsa consiliatura. Il PD ottiene sette seggi su tredici, garantendosi il controllo dell’assemblea e la possibilità di approvare senza difficoltà gli atti fondamentali: bilancio, piani strategici, regolamenti e indirizzi politici. Tra i più votati spicca Giovanni Guzzo, vicepresidente uscente, che si conferma perno della maggioranza e candidato naturale alla riconferma nel ruolo di numero due dell’ente. Accanto a lui, risultato significativo anche per Giuseppe Lanzara, sindaco di Pontecagnano Faiano, destinato a giocare un ruolo di primo piano soprattutto sulle politiche territoriali e infrastrutturali.
Completano la pattuglia democratica Francesco Morra, Giovanni De Simone, Giuseppe Marchese, Annarita Ferrara e Roberto Mutalipassi, chiamati a sostenere l’azione del Presidente e a rappresentare le istanze dei rispettivi territori all’interno delle commissioni consiliari. A rafforzare il fronte di centrosinistra contribuiscono anche le liste civiche e il PSI. A Testa Alta elegge Giuseppe Arena e Michele Ciliberti, che assumono il ruolo di alleati strategici della maggioranza. Civiche in Rete porta in Consiglio Rosario Carione, mentre Avanti – PSI sarà rappresentata da Elio Guadagno, figura di raccordo con l’area riformista.
Sul versante opposto, il centrodestra resta in minoranza ma mantiene una presenza significativa. Fratelli d’Italia elegge Antonio Somma e Modesto Del Mastro, mentre Forza Italia sarà rappresentata da Giustina Galluzzo. Il loro compito sarà quello di svolgere un’azione di controllo e opposizione politica, pur senza i numeri per incidere sugli equilibri decisionali.
Nel complesso, il nuovo Consiglio provinciale si presenta come un’assemblea a trazione democratica, con assetti ben definiti e pochi margini di sorpresa. La vera partita, ora, si giocherà sulle deleghe interne e sulla capacità della maggioranza di trasformare i numeri in scelte concrete per viabilità, scuole e servizi. Una continuità politica che, almeno per il momento, appare saldamente nelle mani del centrosinistra.









