domenica, Marzo 15, 2026
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SALERNO, TENSIONE ALLE STELLE AL RUGGI: PERSONALE IN TRINCEA CONTRO I VERTICI E IL TAGLIO DEGLI STRAORDINARI

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Un clima incandescente attraversa i corridoi dell’Ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno, dove alla già grave carenza di personale si somma un nuovo capitolo di tensione. Stavolta, a far esplodere la protesta sono due decisioni considerate inaccettabili dagli operatori sanitari. Da un lato, il blocco degli straordinari imposto dalla dirigenza aziendale e, dall’altro, una stretta organizzativa nel Pronto Soccorso che, secondo i sindacati e alcuni esponenti politici, penalizzerebbe chi ogni giorno combatte in prima linea per garantire cure e assistenza.

A sollevare il caso è il Nursind Salerno, sindacato delle professioni infermieristiche, che punta il dito contro una gestione “approssimativa” e “lesiva dei diritti contrattuali“, come dichiara senza mezzi termini il segretario generale Biagio Tomasco:
“Non si può continuare a scaricare sui dipendenti il peso di una programmazione lacunosa. Il blocco degli straordinari non è una soluzione, è un’aggravante”.

Infatti, la misura, spiegano i rappresentanti sindacali, rischia di paralizzare reparti già allo stremo. Non solo: il Nursind ha inoltrato una diffida contro l’omissione del pagamento delle ore già prestate in straordinario, richiamando una sentenza della Cassazione che impone l’obbligo di retribuzione, anche in assenza di preventiva autorizzazione.

“Siamo governati con la calcolatrice, ma la sanità è fatta di persone, non di numeri”. Tuona Domenico Ciro Cristiano, delegato RSU del Ruggi che inoltre sottolinea che “l’abuso dello straordinario non è una colpa dei lavoratori, ma il sintomo di un sistema che non funziona più. Ecco perché ora siano più che urgenti risposte e questa è un’opzione non scaricabarile”. A rincarare la dose anche Valerio Festosi Guida che pone in luce la criticità sussistente nell’ospedale:
“Nei reparti sotto organico si pretende che il personale si limiti a recuperare le ore con riposi compensativi, senza alcuna retribuzione. È giuridicamente e moralmente inaccettabile”.

Ma non è tutto! Mentre la tensione sale per la gestione delle risorse umane, al Pronto Soccorso scoppia un’altra bomba. Le nuove regole imposte nel reparto più critico dell’ospedale salernitano hanno provocato la dura reazione del dottor Mario Polichetti, responsabile nazionale del Dipartimento Salute dell’Udc, che ha parlato senza mezzi termini di repressione in stile Unione Sovietica”.

Invece di sostenere medici e paramedici, si scelgono misure punitive che complicano il lavoro di chi ogni giorno salva vite umane”. Afferma Polichetti, schierandosi apertamente con il personale del Pronto Soccorso.
Secondo l’esponente dell’Udc, “serve buon senso, non diktat”, ribadendo la necessità di un confronto urgente con la direzione ospedaliera.
Il Ruggi deve tornare ad ascoltare chi lo fa funzionare. –dichiara fermamente- Siamo pronti a collaborare per soluzioni concrete, ma serve un cambio di passo”.

In assenza di risposte, il Nursind è pronto a proclamare lo stato di agitazione in assenza di risposte immediate e concrete. 

Nel frattempo, l’Udc ha annunciato che continuerà a monitorare la situazione, pronto a difendere in tutte le sedi il diritto dei lavoratori della sanità ad operare in condizioni di dignità e sicurezza.

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