SALERNO. Diciotto anni. Un numero enorme. Un numero che racconta un’epoca. Una stagione lunghissima fatta di trasferte, assemblee, battaglie, gioie, delusioni, promozioni, retrocessioni e soprattutto passione. Diciotto anni vissuti al timone del Centro Coordinamento Salernitana Clubs. Diciotto anni che oggi diventano storia. Perché il momento è arrivato. Il passaggio di consegne è pronto. La tifoseria organizzata granata si prepara a voltare pagina. Riccardo Santoro lascia la presidenza. Alfonso Pugliese è pronto a raccogliere il testimone. Una svolta che segna profondamente il mondo granata. Una notizia che attraversa club, associazioni, gruppi storici e migliaia di tifosi. Non è soltanto un cambio di nome. Non è soltanto una formalità amministrativa. È la conclusione di un ciclo che ha accompagnato la Salernitana attraverso alcune delle pagine più intense della sua storia recente. Le ore che precedono l’assemblea del 16 luglio sono cariche di significato. Nei bar del centro. Nelle sedi dei club. Sui social. Nei gruppi di tifosi. Si parla di futuro. Si parla di continuità. Si parla di identità. Perché il Centro Coordinamento rappresenta molto più di una semplice struttura organizzativa. È uno dei punti di riferimento della passione granata. È un luogo simbolico. È una casa per generazioni di sostenitori. Ed è proprio per questo che l’avvicendamento assume un valore particolare. Non ci sono polemiche. Non ci sono scontri. Non ci sono divisioni. Anzi. Il passaggio avviene nel segno della condivisione. Della stima reciproca. Della continuità. Un dettaglio che viene sottolineato con forza da tutti i protagonisti di questa fase. Santoro non lascia dopo una battaglia interna. Non lascia dopo una contestazione. Lascia dopo aver contribuito personalmente a costruire il percorso che porterà Alfonso Pugliese alla guida dell’organismo. Una scelta maturata nel confronto. Nella riflessione. Nella consapevolezza che ogni organizzazione, per continuare a crescere, deve saper rinnovarsi. Salerno osserva con attenzione. Perché la Salernitana non è soltanto una squadra di calcio. È un sentimento collettivo. È un’identità popolare. È un patrimonio che attraversa quartieri, famiglie e generazioni. Ogni cambiamento che riguarda il mondo granata produce inevitabilmente attenzione e partecipazione. La nuova presidenza nasce in un momento importante. Il calcio moderno cambia rapidamente. Le esigenze dei tifosi cambiano. Cambiano le modalità di comunicazione. Cambiano le sfide organizzative. Ecco perché il programma che accompagnerà il nuovo corso punta a obiettivi precisi. Rafforzare il rapporto con il territorio. Valorizzare la memoria storica della Salernitana. Promuovere iniziative culturali e sociali. Creare nuove occasioni di aggregazione. Ma soprattutto consolidare il dialogo con la società sportiva. Un punto considerato strategico per il futuro. Perché una tifoseria forte ha bisogno di confronto. Ha bisogno di ascolto. Ha bisogno di interlocutori credibili. Alfonso Pugliese si prepara dunque ad assumere una responsabilità importante. Guidare il Centro Coordinamento significa rappresentare migliaia di tifosi. Significa custodire una tradizione. Significa raccogliere aspettative, speranze e passioni. Una missione complessa. Ma anche affascinante. Nel frattempo il nome di Riccardo Santoro entra a pieno titolo nella storia recente del tifo granata. Diciotto anni consecutivi rappresentano un traguardo raro. Un periodo durante il quale la Salernitana ha vissuto cambiamenti profondi. Dalle difficoltà alle rinascite. Dalle contestazioni alle celebrazioni. Dalle stagioni complicate ai momenti di entusiasmo collettivo. Un lungo viaggio condiviso con il popolo granata. Ora si apre una nuova fase. Un nuovo capitolo. Una nuova sfida. Le emozioni non mancano. I ricordi nemmeno. Ma il mondo del calcio insegna che ogni ciclo, prima o poi, arriva al termine. E quando una porta si chiude, un’altra si apre immediatamente. È quello che accade oggi a Salerno. Tra gratitudine per il passato e curiosità per il futuro. Tra la memoria di diciotto anni e l’entusiasmo di una nuova avventura. Nel cuore della tifoseria granata il testimone passa di mano. La storia continua. Con gli stessi colori. Con la stessa passione. Con la stessa voglia di difendere e sostenere una maglia che per migliaia di persone rappresenta molto più di una squadra di calcio. Rappresenta un’appartenenza. Una fede. Una parte della propria vita.









