
Biella – Momenti di terrore nel carcere di Biella, dove un incendio divampato all’interno di una cella ha messo a rischio la vita di un detenuto e di quattro agenti della Polizia Penitenziaria. Le fiamme, sprigionatesi improvvisamente nella tarda serata di ieri, hanno avvolto l’ambiente in pochi istanti, rendendo necessario un intervento immediato e ad altissimo rischio. Secondo le prime ricostruzioni, il detenuto avrebbe dato fuoco ad alcuni oggetti presenti nella cella. Il rogo si è propagato rapidamente, saturando il reparto di fumo denso e tossico. Gli agenti, accorsi senza esitazione, sono riusciti a trascinare l’uomo fuori dalla cella ormai invasa dalle fiamme, evitando conseguenze potenzialmente letali. Nel tentativo di salvarlo, quattro agenti sono rimasti intossicati, uno dei quali in condizioni più gravi, trasportato in codice rosso all’ospedale. Gli altri tre sono stati medicati per sintomi da inalazione di fumo. Il Sinappe, sindacato della Polizia Penitenziaria, ha espresso forte preoccupazione per l’ennesimo episodio che mette in luce le condizioni critiche in cui opera il personale: “Il personale del carcere ha rischiato la vita. Episodi come questo dimostrano ancora una volta la gravità della situazione nelle strutture penitenziarie italiane, dove gli agenti lavorano quotidianamente in condizioni di emergenza permanente.” Il sindacato chiede interventi immediati per garantire sicurezza, organici adeguati e strumenti idonei a fronteggiare situazioni sempre più frequenti e pericolose. La direzione del carcere e le autorità competenti hanno avviato accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’incendio. Non si esclude alcuna ipotesi, compresa quella del gesto volontario da parte del detenuto.
Sul posto sono intervenuti:
-
Vigili del Fuoco
-
Personale sanitario del 118
-
Squadra di Polizia Penitenziaria interna
La cella è stata posta sotto sequestro per consentire i rilievi tecnici. L’episodio riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza nelle carceri italiane, già segnate da sovraffollamento, carenza di personale e aumento degli episodi critici. Le organizzazioni sindacali chiedono da tempo interventi strutturali, mentre il personale continua a operare in condizioni sempre più complesse. Le condizioni dell’agente ricoverato restano monitorate con attenzione, mentre gli altri colleghi sono stati dimessi con prognosi di alcuni giorni.
Gabriele Schifanella









