E alla fine è successo davvero: Sanremo 2026 piazza Lillo sul palco dell’Ariston come terzo co-conduttore. Sì, proprio lui. Quello di “Posaman”, di LOL, delle facce assurde, delle pause infinite e delle battute che arrivano quando meno te le aspetti. E no, non è uno scherzo né una gag di qualche trailer improbabile: Lillo ci sarà davvero. La notizia ha iniziato a girare quasi sottovoce, poi è esplosa come sempre succede con Sanremo. Prima incredulità, poi risate, poi il classico “ma è geniale” contrapposto a “ma cosa c’entra?”. Insomma, il Festival è ancora lontano ma ha già iniziato a fare il suo mestiere preferito: far parlare di sé. L’idea di Lillo all’Ariston divide, ma fino a un certo punto. Perché se c’è una cosa che Lillo sa fare è mettere tutti d’accordo sul fatto che non passa inosservato. Non è il comico che entra, fa la battuta pronta e se ne va. Lui costruisce il disagio, lo allunga, lo guarda negli occhi e poi ci si tuffa dentro. Ed è esattamente quel tipo di energia che, volenti o nolenti, a Sanremo funziona sempre. C’è già chi se lo immagina spaesato tra abiti eleganti e orchestra, e chi invece lo vede perfettamente a suo agio, pronto a smontare la solennità del palco con una smorfia o una frase detta a metà. Probabilmente succederanno entrambe le cose. E forse è proprio questo il bello: Sanremo non ama la perfezione, ama l’imprevisto. Diciamolo: negli ultimi anni il Festival ha capito che il pubblico non vuole solo canzoni e paillettes, ma anche momenti da commentare il giorno dopo, clip da condividere, scene che diventano meme prima ancora della fine della diretta. E sotto questo aspetto, Lillo è una garanzia. Non sappiamo ancora come verrà usato, quanto spazio avrà, se farà monologhi, sketch o semplicemente sarà se stesso. Ma una cosa è certa: quando toccherà a lui, nessuno andrà a farsi un caffè. Perché con Lillo può succedere di tutto, anche il nulla assoluto… che però fa ridere lo stesso. Sanremo 2026, quindi, aggiunge un tassello decisamente fuori dagli schemi. E se l’obiettivo era sorprendere, creare aspettativa e scatenare discussioni già mesi prima, missione compiuta. Ora resta solo da vedere una cosa: chi riderà di più, il pubblico o Lillo stesso sul palco dell’Ariston.









