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Sanremo, degrado rifiuti al Polo Nord: ecoisole nel caos tra sacchi abbandonati, gabbiani e rabbia dei residenti

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SANREMO – Dovevano rappresentare la svolta tecnologica della raccolta differenziata cittadina, il simbolo di una città più ordinata, moderna e sostenibile. Invece, nel quartiere del Polo Nord, le nuove ecoisole informatizzate sono finite al centro di una crescente ondata di proteste. Attorno ai contenitori intelligenti si moltiplicano sacchi lasciati a terra, odori nauseanti, plastica dispersa dal vento e incursioni quotidiane di gabbiani e animali randagi. Una fotografia urbana che, secondo molti residenti, racconta una realtà ben diversa rispetto agli obiettivi annunciati dall’amministrazione comunale e da Amaie Energia. Nelle ultime settimane il malcontento si è trasformato in esasperazione. In particolare nell’area tra via Galileo Galilei e piazza del Polo Nord, le immagini dei rifiuti accatastati all’esterno delle ecoisole stanno circolando sui social e nelle chat di quartiere. Materassi, scatoloni, sacchi neri non differenziati e perfino piccoli elettrodomestici abbandonati a pochi metri dalle postazioni automatizzate. A peggiorare il quadro, il continuo assalto dei gabbiani che squarciano i sacchi disseminando rifiuti lungo marciapiedi e carreggiate. Il nuovo sistema di raccolta, introdotto progressivamente grazie ai finanziamenti del PNRR e al progetto di innovazione della raccolta differenziata, avrebbe dovuto eliminare il tradizionale deposito dei sacchi in strada. Le ecoisole sono state progettate per consentire il conferimento dei rifiuti ventiquattro ore su ventiquattro attraverso badge elettronici associati all’utenza Tari. Secondo quanto previsto dall’ordinanza sindacale emanata dal Comune di Sanremo, i rifiuti devono essere conferiti “ben separati e ridotti di volume”, con precise prescrizioni sulle modalità di smaltimento dell’umido, della carta e delle altre frazioni differenziate. L’accesso alle ecoisole è consentito esclusivamente tramite tessera personale e il sistema consente la tracciabilità dei conferimenti. Ma nella pratica quotidiana qualcosa sembra essersi inceppato. I residenti parlano di bocchette spesso bloccate, aperture malfunzionanti, utenti privi di badge o impossibilitati a utilizzare correttamente il sistema. Alcuni raccontano di avere trovato le calotte dell’indifferenziato fuori servizio per ore, con inevitabili accumuli all’esterno. Una criticità già emersa nei mesi scorsi quando Amaie Energia era intervenuta per ripristinare una ecoisola vandalizzata in via Pietro Agosti, dove una vite inserita volontariamente nel meccanismo aveva impedito il corretto conferimento dei rifiuti. Il risultato, denunciano gli abitanti della zona, è sotto gli occhi di tutti: “Le ecoisole sono diventate mini-discariche permanenti”. C’è chi lamenta cattivi odori persistenti sotto le finestre, chi segnala rischi igienico-sanitari nelle vicinanze delle abitazioni e chi teme un progressivo deterioramento del decoro urbano in uno dei quartieri più popolosi della città. La situazione richiama inevitabilmente anche il tema delle responsabilità civiche. Perché se da un lato emergono problemi tecnici e organizzativi, dall’altro continua il fenomeno dell’abbandono indiscriminato dei rifiuti, comportamento che costituisce illecito amministrativo e, nei casi più gravi, può integrare ipotesi di reato ambientale. Il decreto legislativo 152 del 2006, il cosiddetto Testo Unico Ambientale, all’articolo 192 vieta espressamente l’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti sul suolo. Le violazioni possono comportare sanzioni economiche rilevanti e obblighi di ripristino dello stato dei luoghi. Inoltre la legge 689 del 1981 disciplina il sistema sanzionatorio amministrativo applicabile alle infrazioni ambientali e urbane. A Sanremo il nodo della raccolta differenziata è diventato ormai una questione strutturale. La città, come ricordato anche da diverse analisi sul servizio rifiuti, fatica da anni a raggiungere la quota del 65% di raccolta differenziata prevista dalla normativa nazionale ed europea. Il progetto delle ecoisole informatizzate nasce proprio con l’obiettivo di invertire questa tendenza: eliminare i sacchi lungo le strade, migliorare il controllo dei conferimenti e aumentare la qualità della differenziazione. Tuttavia la transizione dal vecchio sistema porta a porta al nuovo modello automatizzato sta mostrando criticità evidenti, soprattutto nelle aree ad alta densità abitativa. Nel quartiere del Polo Nord, intanto, la tensione cresce. Alcuni residenti chiedono più controlli da parte della polizia municipale e l’installazione di telecamere permanenti contro gli abbandoni abusivi. Altri invocano un ritorno temporaneo ai cassonetti tradizionali almeno fino alla completa messa a regime del sistema elettronico. Amaie Energia, dal canto suo, continua a sostenere che il progetto rappresenti un passaggio indispensabile verso una gestione più efficiente del ciclo dei rifiuti urbani. L’azienda ha più volte evidenziato come il nuovo sistema consenta di monitorare i conferimenti e ridurre l’impatto dei sacchi lasciati in strada. Ma tra i residenti del Polo Nord prevale un’altra percezione: quella di un quartiere lasciato a convivere quotidianamente con degrado, sporcizia e disservizi. E mentre i gabbiani continuano a rovistare tra i sacchi sparsi sui marciapiedi, la promessa della “Sanremo smart” appare ancora lontana. 

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