Una svolta storica per il Festival della Canzone Italiana. Il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza del Tar della Liguria che impone la gara pubblica per l’assegnazione dei marchi e della gestione connessa al Festival di Sanremo, mettendo fine all’affidamento diretto alla Rai.
La decisione, arrivata a seguito degli appelli presentati da Rai, Rai Pubblicità e dal Comune di Sanremo, riguarda le edizioni 2024, 2025 e 2026. I giudici amministrativi hanno dichiarato illegittimo l’affidamento diretto alla tv di Stato, confermando la necessità di una procedura trasparente e competitiva per l’assegnazione del prestigioso evento.
Il cuore del contenzioso è la gestione dei diritti legati al Festival, un evento che muove ogni anno interessi economici e commerciali enormi. Con questa pronuncia, si apre ora un nuovo scenario per la storica kermesse: la sua organizzazione dovrà passare per un bando pubblico, aprendo di fatto la possibilità ad altri operatori di presentare proposte.
La Rai rischia di perdere il Festival?
In teoria sì, anche se resta favorita per l’esperienza e la struttura. Tuttavia, dovrà misurarsi sul piano della concorrenza, presentando un progetto competitivo.
Intanto il Comune di Sanremo, che finora aveva siglato accordi diretti con la Rai, dovrà rivedere radicalmente le modalità di collaborazione. Un cambio di paradigma che potrebbe avere impatti anche sul format e sulla gestione futura del Festival.
Il verdetto del Consiglio di Stato è destinato a fare giurisprudenza e segna un precedente importante per altri eventi pubblici. Per Sanremo, è l’inizio di una nuova era.









