SANTA MARIA CAPUA VETERE – C’è un inferno che ogni estate si consuma lontano dagli occhi della gente. Non ha fiamme. Non produce immagini da prima serata. Non scatena dibattiti televisivi. È un inferno fatto di cemento rovente, finestre che non bastano a far entrare aria, celle trasformate in forni e uomini costretti a respirare un’afa che soffoca il corpo e logora la mente. È il volto più duro dell’estate nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Una realtà che resta nascosta dietro cancelli blindati e mura altissime. Una realtà che troppo spesso nessuno vuole vedere. Mentre fuori si accendono i condizionatori e ci si rifugia all’ombra, dentro il tempo sembra fermarsi tra sudore, caldo insopportabile e notti interminabili. È questa l’emergenza che ha trovato davanti ai propri occhi il Garante dei Diritti delle Persone Private della Libertà Personale della Provincia di Caserta, Don Salvatore Saggiomo. Non ha voltato lo sguardo. Non si è limitato a una relazione o a un comunicato. Ha ascoltato il grido dei detenuti e ha deciso di trasformarlo in un’azione concreta. Da quell’appello è nata una mobilitazione straordinaria che ha portato alla consegna di ben 234 ventilatori nella Casa Circondariale “Francesco Uccella”. Duecentotrentaquattro ventilatori. Duecentotrentaquattro gesti di umanità. Duecentotrentaquattro risposte a un bisogno reale. Per qualcuno sono semplici elettrodomestici. Per chi vive chiuso in una cella diventano respiro. Sollievo. Vita. Perché quando il caldo supera ogni limite anche un soffio d’aria può fare la differenza tra una giornata sopportabile e una sofferenza senza fine. E allora quei ventilatori assumono un valore enorme. Diventano il simbolo di uno Stato che dovrebbe esserci sempre e che troppo spesso arriva grazie al cuore della società civile. Attorno all’iniziativa si è costruita una gigantesca catena del bene. Una rete silenziosa ma potentissima che ha visto uniti sacerdoti, volontari, associazioni, cittadini e istituzioni. Nessuno ha chiesto chi fosse il destinatario di quell’aiuto. Nessuno ha domandato quale reato avesse commesso chi avrebbe ricevuto quel ventilatore. Hanno guardato oltre. Hanno visto la persona. Hanno visto la dignità. Hanno scelto di esserci. Determinante il sostegno del Vescovo di Caserta, Mons. Pietro Lagnese, che ha accolto immediatamente l’appello confermando la vicinanza della diocesi al mondo penitenziario. Fondamentale il lavoro instancabile del dott. Francesco Maurano, responsabile dell’Ufficio della Pastorale Carceraria della Diocesi di Caserta, autentico motore organizzativo dell’intera raccolta, affiancato da Attilia Maurano e Antonio Benedetto. Un lavoro immenso, fatto di telefonate, incontri, disponibilità e generosità che ha permesso di raccogliere in tempi rapidissimi tutti i ventilatori necessari. Un esempio concreto di come il territorio sappia rispondere quando qualcuno ha il coraggio di lanciare un appello vero. Il Garante ha inoltre rivolto un sentito ringraziamento alla Direttrice della Casa Circondariale “Francesco Uccella”, Dott.ssa Donatella Rotundo, per la sensibilità istituzionale dimostrata e per la collaborazione assicurata in ogni fase dell’iniziativa. Poi arrivano le parole di Don Salvatore Saggiomo. Parole che colpiscono come un pugno. «La dignità della persona non viene meno con la detenzione. Il carcere priva della libertà, non dei diritti. Anche un ventilatore può rappresentare il volto umano delle istituzioni. Nessuno deve essere dimenticato. Nessuno deve essere lasciato solo. Una società civile si misura da come tratta gli ultimi, anche quando hanno sbagliato.» Una riflessione che pesa come un macigno in un momento storico in cui le carceri italiane continuano a fare i conti con il sovraffollamento, con temperature sempre più elevate e con condizioni che mettono a dura prova detenuti e personale penitenziario. Dietro questa iniziativa ci sono decine di mani che hanno scelto di costruire speranza. Hanno risposto all’appello Mons. Gianni Vella, Vicario Generale della Diocesi di Caserta, la Caritas Diocesana di Caserta, la Caritas di Capua, il Convento San Francesco di Marcianise, la Parrocchia Sant’Assunta, la Parrocchia Santa Maria Assunta dei Pagani di Marcianise, l’Associazione Santa Maria dell’Accoglienza di Marcianise, la Parrocchia Nostra Signora di Lourdes, don Antonello Gisnotti, la Banca San Vincenzo De Paoli di Casagiove con il direttore dott. Roberto Ricciardi, i Cooperatori Salesiani, il Gruppo Amor Sorelle Tutte, il Movimento dei Focolari, il PASFA rappresentato da Loredana Lentini, la Parrocchia Sant’Agostino di Caserta, la Parrocchia Sant’Alfonso de’ Liguori di Maddaloni e la Parrocchia Spirito Santo di San Marco Evangelista. Ognuno ha aggiunto un tassello. Ognuno ha contribuito a scrivere una pagina di autentica solidarietà. Perché quei 234 ventilatori non muovono soltanto aria. Muovono coscienze. Rompono il muro dell’indifferenza. Costringono tutti a guardare dove troppo spesso si preferisce non guardare. Ricordano che il carcere non può diventare un luogo dove il caldo, il sovraffollamento e l’abbandono infliggono una pena diversa da quella stabilita dalla legge. Ricordano che la Costituzione entra anche dietro le sbarre. Ricordano che la civiltà di un Paese non si misura nei palazzi del potere ma nel modo in cui vengono trattati gli ultimi. E mentre qualcuno continua a discutere, altri agiscono. Mentre qualcuno sceglie il silenzio, altri tendono una mano. Mentre qualcuno dimentica, c’è chi continua a credere che anche dietro una porta blindata viva un uomo che merita rispetto. Perché il vento della solidarietà, quando nasce dal cuore, riesce a entrare perfino dove sembrava impossibile far arrivare perfino un soffio di speranza.









