venerdì, Marzo 6, 2026
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Sbatti i mostri in prima pagina.

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Nel 1972 i fuochi accesi dai vari movimenti studenteschi venuti clamorosamente allo scoperto, divampavano ancora. Dai campus universitari della California dove erano stati accesi a metà degli anni ’60, dilagarono in tutta Europa. Sul finire degli anni ’60, continuavano a bruciare, seppure con vigore attenuato. Il cinema cominciò a cavalcare quella tigre in tutti i modi possibili e credibili. Proprio in quell’anno, il registra Marco Bellocchio girò il film Sbatti il mostro in prima pagina. Questo uno striminzito trailer. Il direttore del quotidiano intorno a cui è imbastita la trama della fiction cinematografica aveva un nome di fantasia, mentre le notizie che costituivano buona parte del contenuto di quel giornale viravano solo in parte verso la realtá. Il protagonista è Gian Maria Volontè, nella parte del direttore del “Giornale”, quindi basterà una visione attenta e rilassata di quella pellicola per aver chiaro davanti agli occhi ancora oggi la capacità di connotare qualificare e divulgare, a torto o a ragione, alcune vicende umane. Che poi per estrarre da esse un contenuto che possa definirsi almeno realistico se ne debba calcolare la radice quadrata, nonchè per cercare di ottenere risposte attendibili sull’assunto reale di quanto si vuol chiarire, è tutt’ altra faccenda. Il prologo appena steso ha la pretesa di mettere a fuoco il processo logico che non sta nei media in quanto tali, ma in chi, da un qualsiasi centro di potere all’esterno di quelle colonne ritiene di poterle “aggiustare” a suo piacere e gradimento. Senza sconti di sorta, è facile per chiunque constatare che alcuni personaggi che si sentono pubblici, tanto nel Paese che fuori dai suoi confini, non perdano una sola occasione per “comparire”, come si usa dire nel villaggio, cioè apparire. A seguire qualche esempio che possa aiutare a addentrarsi nel labirinto appena accennato sopra.
Il Biondo di Washington partecipa alla riunione della NATO a Amsterdam e fa il suo show, comme d’abitude, tanto per non deludere chi lo stava seguendo, non importa che il Governo Spagnolo non si sia voluto adeguare alle sue indicazioni. Spettacoli di quel genere, anche se non connotati da esecuzioni rumorose, sono pane quotidiano un pò dovunque. Agli italiani tocca la fetta di torta su cui è capitata la ciliegina. L’altro giorno, tutti i quotidiani hanno riportato una situazione di screzio che si era venuta a creare in un’ aula di tribunale tra un’ alta carica dello Stato e uno scribacchino di quart’ ordine che e riuscito a crearsi un’ aureola da martire che convince poco, se non affatto. Ebbene, seppure con peso diverso. quegli episodi si sono guadagnati il loro posto sulla prima pagina di molti quotidiani di oggi. Si possono trarre a questo punto diverse conclusioni, tutte con il segno meno. Con buona probabilità tra le più deterrenti ci sono quelle che fanno capire che nella realtà si confonde spesso il contenitore con il contenuto. Il marasma che ne consegue, il più delle volte accentua ancor più la negatività del fatto sottostante. Tra l’altro si deve ammettere, seppure con gran disagio, che il tempo necessario per liberare il pensiero dai lacci e lacciuoli che ne stravisano il percorso, sará molto più lungo di quanto ne sia servito per arrivare allo stato attuale. In conclusione si può affermare che nel tempo non sia riuscito a nessun atleta camminare sulla corda a tempo indeterminato: prima o poi dovrà scenderne per lasciare il posto a altri perchè continuino quegli esercizi.

 

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