Frutta marcia, vitto senza tracciabilità e trasporto in contenitori inadatti: è questo il quadro allarmante che emerge dalle denunce della FISI (Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali) in merito alla qualità del servizio di ristorazione ospedaliera presso il Ruggi d’Aragona di Salerno e in diverse strutture dell’ASL salernitana. Nonostante le convenzioni firmate dalle aziende sanitarie campane, volte a garantire un servizio a ridotto impatto ambientale, la realtà appare ben diversa. Secondo quanto riportato, il trasporto degli alimenti avviene in contenitori di polistirolo, privi di idoneità per la conservazione termica, mentre la frutta viene consegnata in buste di plastica, spesso scadente o addirittura marcia.
A preoccupare maggiormente è la scomparsa dei carrelli isotermici, strumenti fondamentali per rispettare le normative HACCP in materia di igiene e sicurezza alimentare. La FISI definisce il servizio “scadente” e chiede un chiarimento urgente alle aziende coinvolte, evidenziando come queste criticità non siano isolate ma documentate e ricorrenti. “È inaccettabile – afferma la sigla sindacale – che nel 2025 si debbano ancora denunciare pratiche tanto gravi in strutture che dovrebbero garantire cura e tutela della salute”.
L’interrogativo è inevitabile: come è possibile che, in un’epoca di sostenibilità e rigore normativo, si torni a pratiche che mettono a rischio la salute dei pazienti e violano gli standard igienico-sanitari più basilari?
La vicenda solleva dubbi sulla reale applicazione dei principi dichiarati nei bandi pubblici e sulle modalità di controllo da parte delle autorità competenti. Ora si attende la risposta delle direzioni sanitarie e un eventuale intervento della Regione Campania, chiamata a vigilare sul rispetto dei contratti e sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini. Nel frattempo, pazienti e operatori continuano a convivere con un servizio che, per ora, sembra tutto tranne che sano, sicuro e trasparente.









