martedì, Ottobre 6, 2026
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Schianto all’alba sulla Jonio-Tirreno: esodo spezzato, svaniscono un padre e due creature nel greto di un mattino maledetto

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REGGINO – Un silenzio irreale, gravido di lamiere contorte e disillusioni terrene, avvolge oggi il nastro d’asfalto della Strada Statale 682, tristemente nota come Jonio-Tirreno. Un’aurora plumbea ha fatto da fondale a una ecatombe familiare che lacera profondamente il tessuto sociale calabrese, trasformando un tragitto qualunque in un calvario senza ritorno. Erano da poco trascorse le prime luci del giorno, precisamente attorno alle ore 8, quando l’impatto frontale tra un’automobile e un mezzo pesante, consumatosi nel tratto compreso tra gli svincoli di Melicucco e Rosarno, ha reciso violentemente tre esistenze. A perdere la vita sul colpo sono stati un uomo di cinquantatré anni, padre devoto, e le sue due figlie rispettivamente di quattordici e otto anni. Un nucleo originario di Gioiosa Ionica, un borgo oggi piombato in uno sconforto attonito, le cui campane sembrano suonare a martello per una perdita che scuote le coscienze di un’intera comunità regionale. La vettura sulla quale viaggiavano, ridotta a un ammasso irriconoscibile di metallo, custodiva sogni, diari scolastici, progetti e la quotidianità di una famiglia spezzata in un battito di ciglia. Le dinamiche dello scontro, al vaglio minuzioso della Polizia Stradale e dei Carabinieri giunti tempestivamente sul posto insieme alle squadre Anas, delineano uno scenario di immane devastazione. L’urto contro il tir è stato violentissimo, tale da non lasciare scampo al genitore che impugnava il volante e alle due giovanissime creature, catapultate improvvisamente in una dimensione di buio eterno. In questo quadro di desolazione assoluta, un filo sottilissimo e trepidante lega la terra ferita alla speranza: le condizioni della madre, che sedeva a bordo dello stesso abitacolo, rimangono disperate. La donna è stata estratta viva dalle lamiere grazie al lavoro certosino dei vigili del fuoco e affidata immediatamente alle cure dei sanitari del 118, che ne hanno disposto il trasferimento d’urgenza in ospedale, dove lotta aggrappata a un filo di vita nel reparto di terapia intensiva. Il traffico lungo l’arteria stradale è rimasto a lungo paralizzato, interrotto per consentire i rilievi cinematici e il ripristino della sicurezza, mentre la notizia rimbalza di bocca in bocca tra i tornanti e le valli della Locride e della Piana di Gioia Tauro. Restano la polvere, il rombo sordo dei soccorsi e lo sgomento collettivo di fronte a una vacuità del destino che, ancora una volta, sa essere spietatamente crudele con gli innocenti.

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