
Delitto di Garlasco, nuova battaglia legale: i legali di Alberto Stasi contestano la perizia della famiglia Poggi sugli accessi al computer dell’ex fidanzato. Chiesta un’analisi anche sul pc di Chiara.
Scontro tra perizie nel caso Garlasco: la difesa di Stasi rilancia. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco, il caso torna al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria. I legali di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere, hanno contestato duramente la recente perizia commissionata dalla famiglia Poggi, che sostiene che Chiara avrebbe visionato contenuti pornografici sul computer del fidanzato la sera prima del delitto. La perizia dei Poggi: “Chiara vide i file pornografici”. Secondo i consulenti della famiglia Poggi Paolo Reale, Nanni Bassetti e Fabio Falleti Chiara avrebbe acceduto la sera del 12 agosto 2007 alla cartella denominata “Militare” sul pc di Stasi, contenente circa 7.000 file pornografici. Questo elemento, secondo i legali della famiglia, dimostrerebbe che la giovane scoprì un lato nascosto del fidanzato, aprendo un possibile movente per l’omicidio. La replica della difesa: “Perizia irrilevante e da verificare” Gli avvocati di Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, hanno definito la perizia “ totalmente irrilevante” e “ strumentale”, sottolineando che l’accesso alla cartella non dimostra nulla di concreto in merito al movente o alla dinamica del delitto. Hanno inoltre annunciato l’intenzione di richiedere un incidente probatorio per estendere l’analisi forense anche al computer di Chiara Poggi, finora mai esaminato con le tecnologie attuali. La mossa della difesa potrebbe preludere a una richiesta di revisione del processo, anche alla luce delle polemiche sorte negli anni scorsi attorno alla figura di Andrea Sempio, amico della vittima, inizialmente sospettato ma mai indagato formalmente. Tuttavia, la Cassazione ha già respinto ogni ipotesi di riapertura del caso, confermando la condanna di Stasi. Il delitto di Garlasco resta uno dei casi giudiziari più controversi d’Italia. La nuova disputa tra perizie informatiche riaccende il dibattito tra colpevolisti e innocentisti, mentre la famiglia Poggi continua a chiedere rispetto per la memoria di Chiara e la difesa di Stasi insiste sulla necessità di ulteriori accertamenti.









