In una tranquilla casa di Pompei, un piccolo miracolo d’arte è rimasto per anni lì, silenzioso e discreto, ad osservare la vita della famiglia che lo aveva accolto senza alcuna consapevolezza del suo valore…
L’opera era un Picasso autentico, un ritratto di Dora Maar che, con linee audaci e scomposte, mostrava i tratti peculiari dell’arte cubista…
Per oltre sessant’anni, questo capolavoro ha assistito ai piccoli riti di ogni giorno, dalle cene della domenica alle risate dei bambini, quasi ignorato come si ignora una vecchia lampada o una cornice impolverata…
La storia inizia negli anni ‘60, quando un rigattiere trova la tela abbandonata nella cantina di una villa a Capri…con quella disinvoltura tipica degli incontri fatali, decide di portarla a casa e di appenderla in salotto, senza farsi domande sulla firma misteriosa: “Picasso”…
E così, tra una tovaglia ricamata ed un vaso di fiori, l’opera rimane a guardare il mondo, ignara della sua fama, amata solo per la sua presenza familiare…
Ma un giorno, un piccolo seme di curiosità germoglia: il figlio maggiore, che osserva quella figura misteriosa, si chiede perché somigli tanto ai volti cubisti dei libri di scuola…quel dubbio, quasi un gioco all’inizio, apre la strada ad una scoperta sorprendente: quella tela vale forse 10 milioni di euro e porta la firma del genio del Novecento…
Dopo lunghe verifiche, test chimici e consultazioni con esperti d’arte, arriva la conferma: l’opera è davvero di Picasso…
Quindi il capolavoro finalmente lascia il suo angolo in salotto per raggiungere il caveau di una galleria, pronta per una nuova vita tra i riflettori…
Eppure, resta un pensiero irresistibile…c’è chi pensa che in tutte le opere d’arte risieda l’anima dell’autore che le ha generate, quindi, chissà se tra l’ammirazione del mondo, l’opera in questione non rimpiangerà un po’ la sua vita passata trascorsa tra le foto di famiglia ed i piccoli gesti quotidiani…beh, magari custodirà nella sua memoria un pezzo di poesia legato alle cose di tutti i giorni…









