venerdì, Febbraio 13, 2026
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Scuola, il governo commissaria quattro Regioni: “Non hanno fatto gli accorpamenti”. Il Pd: “Gravissimo”

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di Delfina Rebecchi

 

Il Consiglio dei ministri ha deliberato il commissariamento delle Regioni Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna, che non hanno ancora approvato i rispettivi piani di dimensionamento scolastico per il prossimo anno.

La decisione, spiega il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, è stata assunta per garantire il rispetto degli impegni presi dall’Italia con l’Unione europea nell’ambito del Pnrr e assicurare il regolare avvio dell’anno scolastico.

«Si tratta di un provvedimento necessario – ha chiarito Valditara – perché il mancato rispetto di questo adempimento mette a rischio le risorse già erogate e compromette l’adeguamento della rete scolastica alla popolazione studentesca».

Nella nota ministeriale viene ribadito che l’obiettivo del dimensionamento è quello di allineare il numero delle autonomie scolastiche all’andamento demografico, evitando squilibri che possano incidere sulla gestione amministrativa del sistema.

Il ministro ha inoltre ricordato che alle quattro Regioni erano già state concesse due proroghe per adottare i piani: la prima fino al 30 novembre e la seconda fino al 18 dicembre, senza che però fossero completate le necessarie formalizzazioni.

 

«Nonostante le proroghe – ha sottolineato Valditara – non sono stati compiuti gli atti richiesti, rendendo inevitabile il commissariamento deliberato oggi dal Consiglio dei ministri».

Dal governo viene precisato che la misura riguarda esclusivamente la riorganizzazione amministrativa e non comporta la chiusura di plessi scolastici, né interventi diretti sull’offerta formativa.

Le Regioni Umbria, Toscana, Emilia-Romagna e Sardegna erano state convocate a Palazzo Chigi sul taglio dei dirigenti scolastici previsto dai progetti del Pnrr e nella lettera di invito era già stato preannunciato il possibile commissariamento.

A criticare duramente la decisione è la presidente dell’Umbria Stefania Proietti, che ha spiegato: «Ci siamo opposti a ulteriori tagli delle autonomie scolastiche nelle aree interne, dove togliere la scuola significa togliere un pezzo di comunità».

Duro anche il Partito democratico, secondo cui la scelta del governo rappresenta una forzatura: «Il dimensionamento scolastico non è solo una questione di numeri, ma di equità, accessibilità e qualità educativa. La nomina di un commissario rischia di ignorare le specificità territoriali, sociali e culturali delle singole Regioni».

 
 
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