
“Quousque tandem abutere, Catilinae, patientia nostra ?”
È questa una delle frasi salienti dell’ orazione di Cicerone pronunciata in tribunale a Roma nei confronti di Catilina, condottiero maldestro dell’ esercito romane. Questi continuava a offendere l’intelligenza del Grande Giurista romano, con risposte fuorvianti, per cui lo stesso, stanco di dover ascoltare i discorsi contorti di quel militare, gli chiese fino a quando intendesse continuare a rivolgere a lui e al Senato argomentazioni in sua difesa, senza testa nè coda. Da qualche tempo si sta verificando una situazione simile che, mirata per motivi apparentemente di lana caprina verso la Premier Meloni, sta sconfinando nel tentativo di infangare l’intero Governo. È evidente che quanto appena riportato esce dalla bocca inattendibile del Biondo scaricatore di porto della Big Apple, non paragonabile, nemmeno da lontano al suo “collega” Henry Carbone, protagonista di un’ opera teatrale di Arthur Miller. Un senzavergogna privo di ogni qualità, questo è il tratto saliente dell’ attuale presidente degli USA. Quasi in contemporanea con i suoi “j’accuse”, infondati come non mai, il motivo che trova più spiegazioni del suo atteggiarsi a vittima non arresa di tutta l’Europa, sarebbe un immmaginario voltafaccia dei paesi del Vecchio Continente al sostegno da dare agli USA nella guerra contro l’ Iran. In tal modo il satrapo d’ Oltreatlantico, negando l’evidenza dei fatti, tenta ma non riesce, di farsi passare per vittima innocente. Non azzarda, quel fenomeno da baraccone, nemmeno per un attimo a rivedere la politica dei dazi all’ importazione, che stanno reintroducendo negli USA gravami sul commercio mondiale ancora più dannosi di quelli esistenti prima di Adam Smith. Tale politica potrebbe essere frutto della scelta del Tycoon da Mercato Generale di provare a mascherare la crisi economica del paese che governa. Vorrebbe farlo attribuendo parte delle motivazioni della stessa, endogene a politiche comnerciali dei paesi con cui gli USA hanno relazioni di scambio. Esse sono equiparabili ai dumping o incentivi alle esportazioni. Si dice che chi segue il comportamento dei pazzi, finisca lui stesso con l’impazzire. Si potrebbe concludere di conseguenza che il peggior disprezzo è la noncuranza, ma un comportamento del genere non può essere messo in essere in real time perché la vicenda vede coinvolti diversi e disparati soggetti. Forse, se non fosse impossibile, si potrebbe chiedere aiuto a Cicerone. C’è però da tener presente che ogni tempo ha i suoi protagonisti e viceversa.
Del resto, nella questione si è prodotto a suo tempo anche l’Ecclesiaste.
Alla fine della sua prolusione, mentre tornava a casa, ha salutato i presenti dicendo : “alla prossima,”
Che avrà voluto dire ?









