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SENTIRSI INFELICI O SOLI: EMOZIONI NEGATIVE CHE ACCORCIANO LA VITA PIU’ DELLE MALATTIE E DEL FUMO

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Infelicità, solitudine, emozioni negative che accorciano la vita più delle malattie e del fumo

Dai tempi antichi ad oggi, il concetto umano, filosofico e mitologico di vivere eternamente senza invecchiare definita “eterna giovinezza”, periodo della maturazione morale e psicologica che trasforma un ragazzo in un uomo, una ragazza in una donna ha rappresentato oggetto di studio per tantissimi ricercatori. Nonostante l’attuale impossibilità di rendere la giovinezza eterna coinvolge gli studi sull’invecchiamento nel campo della biologia, la quale si occupa anche di longevità, e inoltre lo incontriamo nei miti di molte culture solitamente come dono esclusivo degli Dei o dei semidei. L’eterna giovinezza è un argomento molto prolifico anche nella fantascienza, per il quale solitamente alcuni antagonisti ricercano per motivi malvagi di essere eternamente giovani e forti in modo da essere imbattibili. Essere giovani in eterno non comporti l’impossibilità di morire, in quanto per sfuggire ad essa bisogna parlare di immortalità di cui parlavano solitamente le mitologie greco-romane.

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Ma oggi vorrei parlarvi di un tema molto importante, essenziale, vitale direi, cioè: l’infelicità, la solitudine, le emozioni negative che accorciano la vita, che contribuiscono all’invecchiamento precoce, etc.

Sicuramente sarà capitato a tutti noi di incontrare una persona che dimostra un’età diversa da quella riportata sulla sua carta d’identità: un 40enne che sembra un 60enne, o ad un 60enne che sembra un 40enne. Questa varietà è dovuta al fatto che ognuno di noi ha un’età cronologica e una biologica, e non sempre queste procedono di pari passo.

La prima è determinata dalla data di nascita, la seconda dipende dall’intensità dei processi di invecchiamento, può essere influenzata dalla genetica, dallo stile di vita e dal contesto ambientale. Sono tanti anni che la ricerca sta provando e testando l’intelligenza artificiale con l’obiettivo di creare un nuovo strumento capace di misurare l’età biologica di una persona sulla base di parametri della sua salute fisica. Tuttavia c’è una componente chiave della salute umana che non è stata considerata in questi tentativi, si parla dello stato mentale ed emotivo.

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Nel 2021, uno studio decennale condotto su 2,3 milioni di neozelandesi ha trovato una forte associazione tra i disturbi mentali e insorgenza di malattie fisiche e morte. Altri studi hanno scoperto che una storia di problemi di salute mentale era associata all’invecchiamento accelerato nella mezza età. L’effetto dell’invecchiamento si è verificato molti anni prima che altre malattie legate all’età tendessero a manifestarsi.

Alcuni ricercatori cinesi e americani dalla Chinese University di Hong Kong, sono riusciti finalmente a “costruire” un “orologio” dell’invecchiamento funzionante. Parlano di un algoritmo informatico con apprendimento profondo che calcola l’età biologica di una persona in base ad alcuni indicatori della sua salute fisica, come il microbioma intestinale, i marcatori di infiammazione nel sangue e del suo stato mentale. Si spera di prevedere un giorno quanto una persona sia “giovane” o “vecchia” dal punto di vista biologico.

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I risultati iniziali dello studio suggeriscono come essere infelici possa avere un impatto anche peggiore di quello delle malattie e di un cattivo stile di vita. Si riuscirà a capire perché alcuni individui invecchiano più velocemente di altri e quali fattori dello stile di vita contribuiscono a questo processo. Si sa che esistono le persone che possono invecchiare lentamente, normalmente e velocemente. Tanti studi hanno dimostrato come l’aumento dell’età biologica sia associato ad una maggiore mortalità per tutte le cause, vulnerabilità alle infezioni ed un numero di malattie non trasmissibili. Un tasso di invecchiamento lento è associato ad una salute migliore rispetto ai coetanei della stessa età.

Sono stati fatti dei test sui 5000 cinesi (Studio CHARLS – China Health and Retirement Longitudinal Study), utilizzati per studiare gli effetti della nutrizione, dei legami sociali e dello stato socio-economico sull’invecchiamento in buona salute, per poter misurare l’impatto delle politiche sociali ed economiche sul potenziale di longevità del popolo cinese.

Per poter calcolare l’età biologica, l’algoritmo di intelligenza artificiale (“orologio”), analizza una combinazione di 16 biomarcatori del sangue, inclusi i livelli di colesterolo, nonché BMI, circonferenza della vita e pressione sanguigna, e sette parametri biometrici, fisici e psicologici. Il benessere psicologico viene invece valutato in base a otto sentimenti: infastidito, solitario, infelice, sfocato, irrequieto, depresso, senza speranza o spaventato.

Lo studio: invecchiamento normale, lento o veloce basato su diversi criteri

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Sentirsi infelici o soli, possono accorciare la vita biologica fino a 1,65 anni e che l’effetto di questi fattori supera quello di altre caratteristiche individuali, tra cui il sesso biologico, il contesto ambientale, lo stato civile, il fumo, etc. I test effettuati sui individui malati di cancro, con le malattie cardiache, malattie del fegato, malattie polmonari o ictus, ha predetto correttamente che questi erano più vecchi dal punto di vista biologico rispetto alle persone della stessa età sane. Secondo le previsioni dell’orologio, le condizioni patologiche possono accorciare la vita non più di 1,5 anni.

L’algoritmo ha previsto anche che, mentre sentirsi infelici o soli, contribuisce ad accorciare la vita di 0,35 anni – al contrario non avere problemi di sonno la allunga di 0,44 anni; il fumo da solo invecchia di circa 1,25 anni. Significa che il fumo è meno rischioso per la salute rispetto alla depressione o alla solitudine, perché rimane uno dei principali fattori di rischio per molti tumori e malattie cardiache. In conclusione, un basso livello di benessere psicologico impatta negativamente sull’età biologica al pari delle malattie gravi e cattivi stili di vita.

I ricercatori sottolineano l’importanza di “agire” su questi fattori psicosociali al fine di ottenere un beneficio in termini di longevità, poiché il rilassamento intenso e le capacità di coping emotivo modulano le metriche dell’età biologica.L’orologio dell’invecchiamento basato su algoritmi di intelligenza artificiale, ha il potenziale per diventare un punto fermo nella progettazione di farmaci innovativi; modi per manipolare il ritmo dell’invecchiamento attraverso l’esercizio, la dieta o gli integratori alimentari, uno strumento essenziale per sviluppare terapie per la longevità e farmaci anti-età (geroprotettori)”, hanno affermato i ricercatori.

Una vecchiaia che si consuma nell’avvilimento delle occasioni mancate, porta avvilimento per sé e per tutti. Invece, la vecchiaia vissuta con dolcezza ed il rispetto per la vita reale scioglie definitivamente l’equivoco di una potenza che deve bastare a sé stessa ed alla propria riuscita”… “Volere l’eterna giovinezza è impossibile e delirante”…(Papa Francesco).

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