
Serena Brancale è una cantautrice e polistrumentista originaria di Bari, nata il 4 maggio 1989. Cresciuta in una famiglia di musicisti, sua madre suonava, e suo padre è stato un calciatore; fin da giovanissima ha studiato musica classica, violino, pianoforte; poi si è diplomata in canto jazz presso il conservatorio, affiancando alla formazione classica la passione per soul, jazz e contaminazioni sonore. La sua carriera prende forma tra club, serate jazz, progetti soul‑jazz e poi, nel 2011 la formazione di un gruppo chiamato “Serena Branquartet”, con cui inizia a farsi conoscere. Nel 2015 Serena fa il suo debutto ufficiale al Festival di Sanremo: partecipa alla sezione “Nuove Proposte” con il brano Galleggiare. Quella partecipazione rappresenta un primo grande passo, ma all’epoca racconta lei stessa di essere “una ragazzina” ancora in costruzione, con meno consapevolezza rispetto ad oggi. Gli anni successivi per Serena sono anni di sperimentazione e crescita: la sua versatilità le consente di spaziare tra generi, collaborazioni e contaminazioni. Nel 2024 ottiene un grande riscontro di pubblico con il brano Baccalà cantato in dialetto barese che conquista una larga fetta di ascoltatori e ottiene una forte viralità sui social e sulle piattaforme digitali. Grazie a questa nuova visibilità e all’evoluzione artistica, Serena torna all’Ariston nel 2025: questa volta viene selezionata tra i “Big” e partecipa con il brano Anema e core. Per lei è un ritorno importante, a dieci anni di distanza dalla prima esperienza, e una conferma del suo percorso artistico. Ed eccoci al 2026: l’annuncio ufficiale del cast del Festival svela che Serena Brancale sarà di nuovo tra i 30 Big in gara. Per lei si tratta dunque ad oggi della seconda partecipazione in gara come Big, dopo quella del 2025, e la sua carriera con Sanremo conta due esperienze ufficiali 2015 da Giovane, 2025/2026 da Big. Questo ritorno nel 2026 assume un significato speciale: conferma che l’artista non è un fuoco di paglia, ma una voce che mescola storia, formazione e sperimentazione, capace di attraversare generi diversi mantenendo una cifra propria. Per il Festival, la sua presenza rappresenta anche uno sguardo verso la scena indipendente, sul dialogo tra tradizione (jazz, soul, strumenti) e modernità contaminazioni, dialetti, influenze urbane che caratterizzano la musica italiana contemporanea. Per Serena Brancale, il 2026 è l’occasione per consolidare il percorso iniziato nel 2015, ma con una maturità diversa: una consapevolezza musicale maggiore, un’identità più solida, e la probabilità di presentare un brano che potrebbe essere “sua” al 100%, ovvero in grado di raccontare radici, territorio e personalità. La sua storia da bambina di Bari, a violino e jazz, fino a “Baccalà” e al palco dell’Ariston racconta di talento, costanza, evoluzione. Senza urlare, senza forzature, ma con la forza di chi ha fatto della musica una scelta di vita. E per molti, il 2026 potrebbe essere l’anno in cui Serena Brancale dimostra di aver finalmente trovato il suo posto nel grande coro della canzone italiana.









