Di: Il poeta Abdel latif Moubarak
Nella vita delle nazioni e delle loro culture, ci sono persone che nascono con una passione travolgente e incessante. Persone che non si limitano a offrire la propria creatività, ma si elevano a custodi dell’ingegno altrui, scavando tra le macerie del passato intellettuale per restituire dignità a coloro che sono stati inghiottiti dall’oblio. Nel panorama culturale egiziano contemporaneo, il grande poeta e critico Shaaban Youssef si distingue proprio come uno di questi custodi. È, a tutti gli effetti, il “custode della cultura egiziana”, un uomo che ha fatto dell’illuminismo e della salvaguardia dell’identità creativa la missione di una vita. L’inizio: Da “Una battuta di sete” al cuore di “Al-Zaytun” Il mio primo incontro con questo straordinario intellettuale risale a una tappa fondamentale e a me molto cara del mio percorso poetico. Subito dopo la pubblicazione della mia raccolta poetica “Una battuta di sete” (Nawbat ‘Atash), edita dal Consiglio Supremo della Cultura, la mia stimata amica, scrittrice e romanziera Amina Zidan, prese l’iniziativa di invitarmi e organizzare un incontro per discutere e celebrare il mio nuovo libro. Quel dibattito si tenne nel cuore del “Laboratorio Letterario Al-Zaytun” (Warshat Al-Zaytun), quel prestigioso cenacolo culturale fondato e diretto da Shaaban Youssef. Fu in quella serata indimenticabile che lo incontrai per la prima volta. Vidi da vicino un uomo che non si limita ad accogliere gli artisti formalmente, ma apre loro il proprio cuore e la propria mente, offrendo una tribuna a ogni voce poetica o letteraria autentica che meriti di essere ascoltata. Fu una notte vibrante di amore e di autentica critica, una sintesi perfetta dello spirito di Shaaban Youssef, che considera la valorizzazione degli altri un dovere culturale e morale. Il Laboratorio: Fucina di creatività e ponte tra generazioni Il “Laboratorio Al-Zaytun” non è un semplice salotto letterario passeggero, ma una vera e propria istituzione culturale indipendente.

Shaaban Youssef è riuscito a mantenerlo vivo e vibrante per lunghi anni, trasformandolo in un rifugio per scrittori di diverse generazioni e in una autentica fucina di giovani talenti. Shaaban Youssef si distingue per uno sguardo critico acuto e per un occhio capace di cogliere la bellezza ovunque si trovi. Nel suo laboratorio, le barriere generazionali si dissolvono: trovi il grande scrittore affermato seduto accanto al giovane promettente che muove i primi passi nel mondo della scrittura. Shaaban li guida con lo spirito di un padre e la saggezza di un mentore affettuoso, indirizzandoli al contempo con il rigore di un critico fortemente a cuore la qualità del prodotto culturale egiziano. Scavare nella memoria e restituire dignità agli emarginati Il titolo di “Custode della cultura” non è nato per caso. Shaaban Youssef è uno dei più importanti storici e documentaristi della cultura egiziana degli ultimi decenni. Si è assunto un compito arduo e monumentale: esplorare il “dimenticato” della nostra storia letteraria. Attraverso i suoi libri, i suoi saggi e i suoi dibattiti intellettuali, ha restituito dignità a figure letterarie e intellettuali che rischiavano di scomparire nel buio dell’oblio, con un’attenzione speciale per le scrittrici e le intellettuali egiziane che hanno subito l’emarginazione. Egli non legge la storia culturale attraverso le narrazioni ufficiali e preconfezionate; al contrario, si addentra negli archivi, scava tra le vecchie riviste e i documenti trascurati, per ridisegnare la scena creativa con una giustizia e un’equità rare da trovare. ”Shaaban Youssef non scrive critica letteraria semplicemente per esibire i propri strumenti metodologici, ma lo fa spinto da una genuina gelosia per la cultura egiziana e dal profondo desiderio che nessun diritto di un creatore vada perduto, e che nessuna caratteristica di una fase letteraria cruciale svanisca.” Un saluto al custode vigilante La mia conoscenza del poeta e critico Shaaban Youssef, iniziata sulla soglia di “Una battuta di sete” e del Laboratorio Al-Zaytun, mi ha fatto comprendere che la cultura egiziana gode ancora di ottima salute, finché vi saranno uomini dotati di tale nobiltà e vigilanza. Shaaban Youssef non è solo un critico che valuta i testi o un poeta che scrive versi; è un’istituzione che cammina su due gambe. È un custode fedele che vigila sulle frontiere della creatività egiziana, proteggendola dalla banalizzazione e salvandola dall’oblio. Rimane, oggi e sempre, il ponte che unisce il nostro glorioso passato culturale a un futuro promettente. A questo grande e creativo amico va tutta la mia stima e il mio affetto.